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Heil Austria

Mustafa Ayyash cresce nel campo profughi di Nuseirat a Gaza, a quindici anni crea il forum online “Gaza Now” che riscuote un successo clamoroso. Raggiunto il sogno di fare il giornalista, fonda “Gaza Now news” che in pochi anni diventa uno dei media più popolari della regione.

Nel 2017 riesce a raggiungere l’Austria da dove pensa di raccontare liberamente i crimini di Israele senza il pensiero di ricevere in regalo un missile in camera da letto.

A differenza di quei cialtroni dei media mainstream europei, ignoranti e felici di raccontare Gaza attraverso le veline degli invasori, Ayyash racconta la sua città, la sua gente, e non si può parlare di Gaza omettendo i combattenti della Resistenza.

Ayyash pubblica tutto, senza censura. Pubblica i video di Hamas ma anche quelli di altre fazioni e personalità politiche che si oppongono a Hamas.

Con l’inizio dello sterminio, Israele vieta ai media di entrare a Gaza, il mondo deve sapere solo attraverso i portavoce dell’esercito sterminatore.

“Gaza Now” è una spina nel fianco della narrazione israeliana, diventa la principale fonte di informazione su Gaza per i giornalisti internazionali, pubblica in continuazione video dall’inferno di Gaza che ottengono milioni di visualizzazioni.

Su Telegram, “Gaza Now” raggiunge due milioni di iscritti.

Tutto questo per Israele è intollerabile, e contrattacca con i suoi noti metodi democratici.

A novembre del 2023, un missile colpisce l’abitazione di Ayyash a Gaza e uccide la madre, il padre e venti parenti tra i quali bambini e una neonata.

Gli Stati Uniti sanzionano “Gaza Now” e il giornalista Ayyash in quanto “presunto facilitatore finanziario chiave” (?) di Hamas.

(Classica pagliacciata tipicamente americana: “Gaza Now” pubblica migliaia richieste di donazioni provenienti da Gaza ma i canali che effettuano il passaggio di denaro sono americani o europei).

Nell’aprile del 2024 la polizia austriaca irrompe all’alba in casa di Ayyash e lo arresta insieme alla moglie.

Sequestrano tutti i dispositivi elettronici.

Dopo un luogo interrogatorio, vengono rilasciati.

Ayyash ha paura, capisce che questo è solo l’inizio, ma continua i suoi viaggi nelle città europee per raccontare la distruzione di Gaza.

Nell’agosto del 2024 l’Austria spicca un mandato di arresto europeo per Ayyash, la polizia olandese esegue e lo arresta.

Israele chiede l’estradizione, Ayyash entra in sciopero della fame, gli olandesi scendono nelle piazze per manifestare contro la detenzione del giornalista.

Dopo due mesi rinchiuso in carcere, l’Olanda consegna Ayyash alle autorità austriache.

Da novembre del 2025, il giornalista Ayyash è rinchiuso in attesa di processo in cella di isolamento per 24 ore al giorno, vietata l’ora d’aria, vietato avere colloqui con altri detenuti.

Le accuse della giustizia austriaca a carico del giornalista palestinese sono un’offesa al diritto, l’ennesimo passo verso l’israelizzazione delle società europee.

Ayyash, assente da Gaza da nove anni, è accusato di finanziare e APPARTENERE contemporaneamente a Hamas, Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Jihad Islamica, Brigate dei Martiri di al-Aqsa e pure la libanese Hezbollah.

(Un record da Guinness dei primati!)

Il processo dovrebbe iniziare a dicembre, gran parte delle accuse si basano su informazioni e prove SEGRETE fornite dai servizi di intelligence israeliani.

Ed essendo segrete, l’imputato e l’avvocato difensore non possono prenderne visione.

Questa non è più una questione palestinese, qui siamo davanti all’abbattimento delle colonne portanti delle nostre democrazie.

Dovrebbe interessare tutti.

  * da Facebook

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