In Europa la crisi politica è indubbiamente più profonda di quanto sia visibile nei mass media ufficiali.
La polizia polacca ha impedito l’accesso all’edificio della Corte Costituzionale ai parlamentari dell’opposizione (di destra/destra), ad alcuni giudici della corte stessa e – pare – allo stesso Presidente della Repubblica che è dovuto rientrare precipitosamente da un viaggio all’estero.
Una folla si è riunita davanti all’edificio presidiato dai poliziotti inviati dal governo di destra ma “euroatlantista”.
“Tutte le persone che partecipano a queste azioni commettono il reato di colpo di stato”, ha scritto la Corte Costituzionale sul suo profilo X, mentre alcuni manifestanti hanno gridato “Tusk traditore”, contestando il governo del primo ministro Donald Tusk.
In Polonia è in corso da tempo un braccio di ferro tra il governo e l’opposizione.
Dal 2016, le forze di destra/destra del partito “Diritto e Giustizia” (PiS) – costrette all’opposizione nelle elezioni di tre anni fa – esprimono la maggioranza nella Corte Costituzionale, con 8 giudici su 15.
La Corte Costituzionale polacca è spesso entrata in contrasto con l’Unione Europea rivendicando la preminenza della legislazione polacca rispetto a quella europea. Per questo motivo la Polonia, insieme all’Ungheria, è stata soggetta a procedure di infrazione da parte di Bruxelles, ma con la guerra in Ucraina e il posizionamento guerrafondaio di Varsavia, le sanzioni europee rimasero valide solo per l’Ungheria di Orban e si “persero per strada” quelle contro la Polonia che nel frattempo passava nelle mani dell’”europeista” Tusk.
Nel 2023 la destra/destra perde le elezioni politiche e al governo va il partito di destra “euroatlantista” di Donald Tusk, ma la presidenza della repubblica rimane ancora in mano al partito di destra che aveva vinto le presidenziali.
Qualche settimana fa, uno dei giudici ha dato le dimissioni e il Parlamento, violando le procedure e i requisiti formali, ha eletto un ex ministro del governo in carica, nonché stretto amico dell’attuale Primo Ministro Donald Tusk, come giudice della Corte Costituzionale.
Il Presidente della Repubblica si è rifiutato di accettare il suo giuramento e di riconoscere queste elezioni, adducendo la violazione delle procedure stabilite.
A quel punto il governo di Donald Tusk ha organizzato una cerimonia di giuramento fittizia davanti al Presidente del parlamento e ha deciso di ignorare il Presidente della Repubblica.
Da settimane i militanti dei partiti conservatori e nazionalisti della destra/destra hanno cominciato a protestare davanti alla Corte Costituzionale, ma il governo ha deciso di usare la mano dura costringendo il Presidente della Corte Costituzionale ad accettare il diktat del governo e inviando la polizia a presidiare l’edificio.
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