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Polonia. Prosegue lo scontro. Gli europeisti evocano la “guerra ibrida” della Russia

In Polonia lo scontro politico apertosi con il tentato golpe costituzionale del governo “europeista” contro la presidenza della repubblica “sovranista” non sembra destinato a risolversi, al contrario. La collisione tra le due destre che si contendono il potere la Polonia continua a produrre i suoi effetti.

Nel mezzo della crisi costituzionale che sta dividendo le istituzioni polacche, il Primo Ministro Donald Tusk ha lanciato un’operazione di sicurezza mirata alla regione di confine con la Russia, quella a ridosso di Kalinigrad. Questa mossa arriva nel tentativo di consolidare la sua posizione politica, ma potrebbe anche portare a un’escalation incontrollata delle tensioni con la Russia.

Sul piano interno il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski ha accusato il presidente della Repubblica Nawrocki non solo di aver bloccato la nomina e l’insediamento dei nuovi costituzionali giudici scelti dal Parlamento di Varsavia, ma anche di aver fatto personalmente pressione sugli ambasciatori polacchi affinché si dimettessero dai loro incarichi.

“Pensavo fosse stato lo staff del presidente a sollecitare gli ambasciatori a dimettersi e ad abbandonare le loro missioni – ha detto il ministro degli Esteri Sikorski – si scopre invece che il presidente lo ha fatto personalmente. Ma costringere gli ambasciatori polacchi a dimettersi semplicemente non è competenza del presidente”.

Lo scontro politico sulla Corte costituzionale ha già provocato le dimissioni degli ambasciatori in Cina e Romania, entrambi nominati dall’ex presidente Andrzej Duda, anche lui esponente dello stesso partito sovranista di destra dell’attuale presidente Nawrocki, il Pis, che ha governato la Polonia tra il 2015 e il 2023.

A Varsavia lo scontro istituzionale – con venature di un vero e proprio colpo di stato – si è aperto tra venerdì e sabato scorsi a seguito dei tentativi del governo “europeista” di Donald Tusk di epurare i giudici nominati sotto il precedente esecutivo “sovranista” guidato da Pis ma contestati anche da Bruxelles. L’Unione europea era infatti arrivata a congelare i fondi destinati alla Polonia, sostenendo che le riforme del sistema giudiziario avevano compromesso i meccanismi democratici di controllo e di equilibrio dei poteri.

Il braccio di ferro tra sovranisti e destra europeista dunque continua. A tutt’oggi la giudice Anna Korwin-Piotrowska, nominata dal Parlamento e che si autodefinisce presidente in pectore della Corte Costituzionale, ha emanato le sue prime direttive dovendo agire ancora dall’esterno della sede della Corte, presidiata dai poliziotti e circondata da manifestanti ostili.

E in questo contesto non potevano certo mancare gli allarmi strumentali sulla “guerra ibrida” da parte della Russia. A farsene immediato portavoce è stato il ministro degli Esteri polacco Sikorski, secondo il quale “Ci troviamo di fronte – ha scritto su X – a una cooperazione online di portata senza precedenti tra account russi, propagandisti e l’estrema destra globale. Ciò dovrebbe far riflettere tutti noi su chi voglia fomentare disordini in Polonia e a chi ciò vada a vantaggio”.

La polizia polacca ieri ha istituito una task force antiterrorismo al confine con la Russia, a seguito di avvertimenti dell’intelligence su possibili incursioni e sabotaggi russi nelle province di Warminsko-Mazurskie e Podlaskie, che confinano con l’exclave russa di Kaliningrad.

Secondo quanto riferito dall’emittente polacca Rmf, il governo polacco avrebbe ricevuto avvertimenti la scorsa settimana dal Servizio di intelligence militare (Sww) e dalle agenzie di intelligence alleate, che indicavano la possibilità che gruppi armati avrebbero potuto tentare di violare il confine di Stato dal lato russo nei prossimi giorni.

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