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Sciopero generale dei sindacati di base

Dalla chiusura di Termini Imerese al definitivo tentativo di smantellamento in atto dell’Alfa di Arese (dove, dall’11 aprile  170 lavoratori di Fiat Auto e Powertrain saranno deportati  da Arese a Torino sotto minaccia di licenziamento e stanno avviando l’espulsione dei lavoratori delle aziende collegate – mensa, pulizie, guardianie, servizi ecc. mentre altri 350 lavoratori del call center rischiano il licenziamento per la speculazione immobiliare in atto per l’<EXPO 201> sull’area ex Alfa Romeo – 2 milioni e 350mila m.q. – svenduta all’epoca del presidente dell’IRI Prodi alla Fiat). Sarà un caso che dopo l’accordo di Pomigliano e poi quello di Mirafiori, l’unico fatto certo è consistito nella cassa integrazione a zero ore ed il prospettato ridimensionamento (altro che rilancio-fantasma) per entrambi gli stabilimenti?

Ripartiamo dal NO degli operai delle catene di montaggio che, grazie all’insostituibile ruolo dei sindacati di base, da Pomigliano a Mirafiori hanno rispedito al mittente il piano-industriale-spazzatura della Fiat nonché le sue pretese (millantate a destra e ‘sinistra’ come ‘modernità’) di sprofondare i lavoratori nel medioevo di una moderna schiavitù. Un NO che va rilanciato con forza in tutto il mondo del lavoro sia pubblico che privato, della cultura, nonché tra le fasce più deboli dei cittadini, dei precari, dei giovani, degli studenti, dei migranti, dei pensionati e di quant’altri si rifanno ai valori dei lavoratori per dare un forte segnale di opposizione e di rappresentazione del crescente e generale dissenso che altri vorrebbero ‘abbandonato a se stesso’ o, al massimo, ‘impastoiato’  nelle nefaste politiche di concertazione e collaborazione politica e sindacale che in questi anni hanno portato allo sfascio il movimento dei lavoratori e dei collegati settori sociali. Un No ‘positivo’ – necessario inoltre a contrastare il grave ‘golpe’ in atto alla democrazia sindacale e concertato dai sindacati confederali con la Fiat (basta ricordare il sequestro da un anno e otto mesi del voto RSU a Pomigliano) ed in estensione all’industria ed al pubblico impiego – affinché siano i lavoratori stessi e non le aziende a scegliere le proprie rappresentanze sindacali. Dare forza, voce e reale rappresentanza-diretta ai lavoratori significa potenziarne le “difese democratiche” necessarie a contrastare il ‘nuovo patto sociale autoritario in atto” tra governo, padronato e CISL-UIL-CGIL  che punta all’intensificazione dei profitti a discapito della prestazione, dei diritti e dei salari dell’intero mondo del lavoro.

SLAI COBAS – COORDINAMENTO NAZIONALE

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Sciopero generale l’ 11 marzo con manifestazione a Roma 

 

Il Coordinamento nazionale USB, riunito a Roma il 4 e 5 febbraio 2011 ha ampiamente ed approfonditamente discusso ed analizzato la fase politico-sindacale concordando sull’esigenza di proseguire nel dibattito e nell’analisi collegiale, estendendo a tutta l’organizzazione la fase di discussione avviata con il Coordinamento Nazionale.
In particolare il Coordinamento Nazionale USB ha valutato positivamente la riuscita dello sciopero nazionale del TPL del 26 gennaio scorso e quanto realizzato dall’USB durante la fase acuta della vertenza FIAT sia a Pomigliano che a Mirafiori, anche con l’indizione dello sciopero nazionale dei metalmeccanici del 28 gennaio, ribadendo la scelta di proseguire nell’intervento diretto per contrastare l’introduzione del modello Marchionne anche negli altri stabilimenti del gruppo, in tutta l’industria e nel resto del mondo del lavoro.
Il Coordinamento nazionale concorda con la scelta di USB Pubblico Impiego di non sottoscrivere l’accordo quadro sul Pubblico Impiego e di chiamare i lavoratori pubblici ad entrare in lotta per la difesa del proprio salario e del diritto al contratto, contro il licenziamento dei precari, il sistema meritocratico imposto da Brunetta, per il rinnovo immediato delle RSU.
Il Coordinamento nazionale ha valutato positivamente l’esperienza messa in atto nella Regione Lazio e in altre regioni italiane di connessione delle lotte sindacali con quelle sociali, con i precari, i richiedenti reddito, i migranti, con chi lotta per il diritto all’abitare e che ha costretto le controparti istituzionali ad aprire veri tavoli di trattativa con USB e i movimenti. Il Coordinamento nazionale auspica la più ampia estensione di queste pratiche in tutto il territorio nazionale.
Il Coordinamento nazionale ritiene necessario costruire la più ampia, immediata ed adeguata mobilitazione per contrastare la profonda crisi che vivono oggi i lavoratori e i cittadini che vivono in Italia per pretendere risposte vere ed immediate alla questione del salario/reddito, del fisco del carovita, della precarietà, del diritto al contratto, al sapere e contro le privatizzazioni, per respingere il nuovo “patto sociale” che imprese e Cgil, Cisl e Uil stanno costruendo, per la democrazia e la libertà sindacale nei luoghi di lavoro.
Il Coordinamento nazionale decide pertanto di rilanciare le campagne già decise nella riunione del Coordinamento nazionale di settembre 2010 a Chianciano, in ordine alla difesa e al sostegno del salario/reddito e per introdurre una vera democrazia sindacale nei luoghi di lavoro, avviando la raccolta di firme in calce alla proposta di legge di iniziativa popolare “ a sostegno del reddito e dei consumi” e a quella, in via di definizione con il Forum Diritti/Lavoro, sulla democrazia e la rappresentanza ed invita tutta l’Organizzazione a dare il massimo contributo per la riuscita delle campagne. La raccolta delle firme avrà inizio su tutto il territorio nazionale il 2 marzo 2011.
Il Coordinamento nazionale decide di sostenere e promuovere le iniziative di lotta e mobilitazione che saranno attivate per contrastare i tagli occupazionali degli ex LSU ATA previste nei vari territori nella giornata del 15 febbraio e quelle previste nella giornata del 1 marzo sul tema dei diritti dei migranti.
Il Coordinamento Nazionale dopo ampia e vera discussione ha deciso di confermare la proclamazione dello SCIOPERO GENERALE NAZIONALE di 24 ore proposto dall’Esecutivo Nazionale per l’11 marzo 2011, di condividerne la convocazione con tutti i soggetti del conflitto con cui siamo in relazione e sintonia e che ne condividano l’esigenza, affinché lo sciopero e la Manifestazione Nazionale a ROMA, raccogliendo la forte richiesta di sciopero generale emersa nelle mobilitazioni degli ultimi mesi. rappresentino al meglio quanto nel Paese si muove oggi sul terreno del conflitto sindacale e sociale. A tal fine il Coordinamento nazionale impegna ogni struttura dell’organizzazione al massimo impegno nelle categorie, nei territori, nei luoghi di lavoro per la migliore riuscita dello sciopero generale nazionale. 

 

Unione Sindacale di Base – Coordinamento Nazionale

 

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11 MARZO SCIOPERO GENERALE INTERA GIORNATA CON MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA 

 

USB, Slai Cobas e CIB Unicobas, con la condivisione e l’adesione dello Snater, raccogliendo la forte richiesta emersa nelle mobilitazioni e negli scioperi di categoria attuati negli ultimi mesi, proclamano lo sciopero generale per l’intera giornata dell’11 marzo 2011. Nella stessa giornata si svolgerà una manifestazione nazionale a Roma.

Lo sciopero è indetto: per difendere l’occupazione e il contratto nazionale e per lo sblocco dei contratti del pubblico impiego; contro la precarietà e la delocalizzazione degli impianti produttivi; contro il tentativo di imporre il modello Marchionne ed estenderlo a tutto il mondo del lavoro; per un reddito certo per tutti, per la difesa dei salari e delle pensioni pubbliche, per la tutela dei beni comuni, il diritto all’abitare ed il controllo delle tariffe; per un fi sco più giusto, che faccia pagare le tasse agli evasori e riduca la pressione fi scale sui lavoratori dipendenti e sulle fasce più deboli della popolazione; per la difesa della scuola, dell’università, della ricerca pubblica, contro la riforma Gelmini e per il diritto al sapere; per la regolarizzazione generalizzata di tutti i migranti e per la rottura netta del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro; per la democrazia sui posti di lavoro ed una legge sulla rappresentanza sindacale, affi nché siano i lavoratori e non le aziende a scegliere da chi farsi rappresentare; contro la realizzazione del nuovo Patto sociale tra Governo, Confi ndustria, Cisl, Uil e Cgil attraverso il quale si vuole favorire e rendere sempre più competitiva l’impresa peggiorando le condizioni ed il salario dei lavoratori.

Le Organizzazioni che indicono lo sciopero rivolgono un appello a tutte le organizzazioni sindacali confl ittuali ed indipendenti, alle associazioni ed ai movimenti che operano nel sociale, nella scuola e nelle lotte per l’abitare, ai precari, ai migranti, ai disoccupati, ai cassaintegrati, agli studenti, ai pensionati e a tutti i lavoratori pubblici e privati a fare propria questa giornata di lotta per dare un segnale forte di opposizione e dissenso a ciò che sta venendo avanti nel paese, sia in termini economici e sociali, sia rispetto alla ormai evidente mancanza di democrazia che avvolge ogni aspetto della vita del paese. Lo sciopero è proclamato per tutte le categorie del settore privato e pubblico ad eccezione del comparto scuola.

Unicobas – Confederazione italiana di base

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