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La sanità del Veneto a pezzi

Così, la sanità va…. fra valvole killer, società immobiliari ed assicurative

L’Azienda Ospedaliera di Padova chiede ai pazienti e familiari vittime del trapianto di valvole cardiache difettose, la restituzione di quanto ricevuto nel 2009 come risarcimento del danno, per un totale di 1 milione e 600 mila euro.

Secondo il recente parere della Corte d’Appello, che scagiona l’Asl, le uniche responsabilità riguarderebbero infatti i produttori ed i progettisti delle “valvole killer”.

Questa Organizzazione Sindacale desidera comprendere: …e che cosa avrebbe assicurato l’Assicurazione di uno dei più importanti Ospedali d’Italia?

Lo Stato mentre permette il dilagare della corruzione – ad oggi stimata dalla Corte dei Conti attorno ai 60 miliardi all’anno -, realizza una politica sanitaria sempre più cinica e spietata, che non riesce nemmeno ad assicurare un adeguato sistema di protezione per il personale e i pazienti.

Tutti i servizi risultano devastati in una stretta commistione d’interessi dei privati, immobiliaristi e speculatori del territorio.

La SPENDING REVIW del governo Monti garantirà sempre più il dirottamento dei soldi pubblici per consegnarlo nelle mani di quanti orchestrano il sistema della crisi: banche, assicurazioni, fondi di investimento, gli stessi che la crisi economica l’hanno prodotta e hanno deciso che a pagarla dobbiamo essere noi cittadini.

Nel Veneto, con il nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale recentemente approvato, le forze politiche della maggioranza hanno fatto quadrato sul controllo del sistema degli appalti sanitari e sul flusso degli ingenti capitali dei Project financing, la finanza di progetto dove i privati sostengono gli oneri necessari a realizzare o ristrutturare un’opera pubblica e le Asl ricambiano concedendo loro la gestione esclusiva dei servizi per anni.

Viene prevista dal Piano un’ulteriore contrazione della rete dei servizi ospedalieri – i posti letto nel settore pubblico sono nel Veneto già il 40% di trent’anni fa! -, in particolare di quelli riguardanti le emergenze e le urgenze, e si affondano le politiche di integrazione dei servizi socio-sanitari, gli interventi di prevenzione e di promozione della salute, di attenzione al disagio ed all’immigrazione.

COBAS Sanità oramai da tempo denuncia la drammatica situazione di insufficienza di organico, di sovraccarico lavorativo e la possibilità di “rischio clinico” per i pazienti e gli operatori sanitari nelle corsie ospedaliere dell’Asl 12 Veneziana.

A quattro anni dalla sua attivazione, nell’Ospedale “più bello d’Europa”, si lavora in condizioni assai peggiori del vecchio ospedale Umberto I.

Medici, lavoratori e utenti, stanno pagando il prezzo durissimo delle scelte “interessate” dell’Amministrazione veneziana per aver sponsorizzato un grandioso Ospedale in Project financing, costruito male, estremamente costoso, con un numero insufficiente di posti letto, con rilevanti carenze di sicurezza.

Il Direttore Generale, artefice della grandiosa opera presto ci lascerà, e COBAS Sanità chiede:

  • chi risarcirà cittadini ed operatori per la violazione delle norme di sicurezza, gli errori di progettazione e realizzazione dell’Ospedale dell’Angelo?
  • quanto sino ad oggi è costato, e quanto ci costerà, il nuovo Ospedale di Mestre?

  • a quanto ammonta l’attuale BUCO di bilancio “nascosto”, considerato che per l’Asl 12 non è vi è più l’obbligo, a differenza di tutte le altre Amministrazioni Pubbliche, di esporre i suoi atti all’Albo, dallo scorso mese di aprile 2012?

  • qual’è il bilancio delle Società immobiliari e patrimoniali costituite dalla Asl12?

  • il Sindaco di Venezia come ha vigilato sull’Asl 12 Veneziana?

Ed infine:

quale sistema assicurativo sta attualmente proteggendo dai rischi
pazienti ed operatori dell’Asl 12 Veneziana??
COBAS Sanità Venezia 15 settembre 2012

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