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Taranto. All’Ilva è sciopero a oltranza

I lavoratori dell’Ilva riuniti oggi in assemblea hanno approvato all’unanimità un documento con le seguenti  le seguenti rivendicazioni: 

1-    l’azienda deve essere espropriata e nazionalizzata immediatamente;

2-    tramite la nazionalizzazione adoperarsi per il fermo e il rispristino degli impianti maggiormente inquinanti;

3-    garantire i posti di lavoro a tutti i dipendenti Ilva e a quelli dell’indotto.

Alla luce di quanto deliberato dall’assemblea, l’USB, fatte proprie le istanze dei lavoratori ILVA, indice lo sciopero ad oltranza e l’assemblea permanente a sostegno del diritto alla salute e al reddito di tutti i dipendenti dell’azienda e delle imprese di appalto, confermando la ferma volontà di non abbandonare alcuno e di mettere in campo tutte le iniziative per condurre alla normalità una situazione di gravità inaudita, che non può ripercuotersi ancora sulla cittadinanza e sui lavoratori.   

L’USB Taranto sottolinea come Cgil Cisl Uil siano state ormai sfiduciate dai lavoratori dell’ILVA e considera non più rinviabile il rinnovo delle RSU, affinché queste rappresentino la reale espressione degli interessi dei lavoratori.

Al contempo è emerso con evidenza che qualsiasi confronto con la famiglia Riva è ormai privo di senso e va attivato un tavolo di trattativa direttamente con lo Stato. Pertanto l’USB ribadisce la necessità di nazionalizzare la fabbrica procedendo al suo esproprio senza indennizzo.

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