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Bnl licenzia il sindacalista che ragiona troppo su quel che si fa in banca

Riceviamo molto volentieri e pubblichiamo questa denuncia del comportamento della Bnl (“privatizzata” e poi svenduta ai francesi di Bnp Paribas), che ha licenziato un sindacalista della Falcri troppo attento nel fare il suo lavoro.

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Il recentissimo licenziamento del collega Adalberto Scotti, sindacalista Unisin Falcri-Silcea del centro romano Bnl di Via Aldobrandeschi, crediamo imponga un cambio totale di paradigma e di impostazione anche nostra.

Il collega ha pagato pesantemente l’aver svolto un compiuto lavoro di controinformazione sulla vicenda del “VAP Welfare”, cioè l’aver fatto alla luce del sole e sul suo personale blog internet quello che era il suo mestiere di sindacalista con la schiena dritta.

Inutile qui ribadire di nuovo il fatto che tutte le OO.SS. sindacali presenti in Bnl sono oggettivamente complici di questo e di altri licenziamenti, individuali ed anche collettivi, avvenuti in Bnl e nel gruppo Bnp Paribas.

Inutile, a questo punto, pure il rimarcare il patetico comunicato ( più che altro un “necrologio”) emesso da Unisin Falcri-Silcea su questo gravissimo avvenimento, peraltro il terzo licenziamento in ordine di tempo riguardante dirigenti o ex dirigenti di quella organizzazione sindacale, comunicato nel quale ci si limita a lamentarsi rispetto alle “rassicurazioni ricevute” da esponenti della Banca, rassicurazioni poi regolarmente “tradite” ( film ampiamente già visto in svariati casi precedenti ).

Il tutto, quando non è direttamente (quasi sempre) oggettiva complicità ed infamità, ci sembra a dir poco inadeguato al livello dello scontro.

Ed anche noi, pur arciconvinti – alla luce di questi fatti – che la nostra scelta “clandestina” sul terreno della controinformazione sia stata a suo tempo saggia e lungimirante, ci sentiamo ormai oggettivamente inadeguati.

E’ evidente, in una situazione dove, al di là della particolare protervia di qualche dirigente Bnl (in primis, senza girarci intorno, il Sig. Roberto Quinale), le banche in genere si sentono ( ed effettivamente in qualche modo lo sono) direttamente al governo di questo Paese, che è del tutto cambiato il paradigma dei rapporti sociali e sindacali nel settore del credito.

E che la controinformazione, pur basilare e necessaria, non basta più, ci vuole ben altro.

Altri livelli di strutturazione politica ed organizzativa, non solo strettamente “sindacale” o “controinformativa”.

Quindi, dopo aver diffuso nei prossimi giorni in Bnl e soprattutto fuori, con dovizia di nomi e cognomi (ormai in questo non ci poniamo più alcun limite “cavalleresco”) il più volte annunciato dossier su Accenture in generale ed in particolare sui personaggi provenienti da questa azienda che hanno di fatto “occupato” parti significative della Bnl, lavoreremo a questo adeguamento del livello dello scontro.

E certo qualcuno farà bene a preoccuparsi di più quando staremo in silenzio che quando parleremo.

Redazione InfoAut Bnl

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