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I ricercatori Isfol occupano l’istituto

I lavoratori e le lavoratrici dell’ISFOL, sostenuti dall’USB, hanno da poco occupato la sede centrale dell’ Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei Lavoratori, in Corso d’Italia 33 a Roma.

La forte protesta giunge mentre in Senato si sta discutendo il ddl n. 1428-B di delega lavoro, meglio noto come Jobs Act, che prevedendo la nascita di un’agenzia nazionale per l’occupazione, attraverso la fusione di Italia Lavoro e ISFOL, manda a casa 252 ricercatori precari il prossimo 31 dicembre.

Nel corso dell’ultima settimana l’USB ha organizzato diverse iniziative di lotta, fra cui manifestazioni e presidi al Ministero del Lavoro ed un flash mob ieri sera alla Direzione nazionale del PD. Da parte del governo Renzi e del suo ministro Poletti non è giunta nessuna risposta in merito alla vertenza.

Ma perché l’ISFOL dà così fastidio? L’ente è l’unico soggetto pubblico nazionale deputato a svolgere il monitoraggio e la valutazione delle politiche sul lavoro, la formazione e l’inclusione sociale. Il piano politico di Renzi e Sacconi è di sottrarre il Governo ad una valutazione imparziale del suo operato da parte di un ente terzo, nonostante l’impegno assunto con l’Europa proprio per il monitoraggio sulle riforme del mercato del lavoro.

L’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici ISFOL, unendosi al movimento dei precari e delle precarie, degli studenti e dei soggetti collettivi nell’opposizione al Jobs Act, ha dunque deciso di occupare l’Istituto.

Domani, mercoledì 3 dicembre, alle ore 11.00, si terrà una conferenza stampa presso l’ISFOL occupato a cui saranno presenti anche lavoratrici e lavoratori di altri Enti di Ricerca. Dopo la conferenza stampa una delegazione di lavoratrici e lavoratori ISFOL si unirà al presidio indetto dall’USB sotto al Senato, in Piazza delle Cinque Lune.

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