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Roma. I lavoratori si prendono la parola su mafia-capitale

Partecipatissima e molto sentita l’assemblea che si è svolta alla Sala della Protomoteca in Campidoglio indetta dall’USB.

Accanto ad una folta rappresentanza delle educatrici precarie dei nidi e delle materne – il cui posto di lavoro viene messo in pericolo dal nuovo piano di riorganizzazione dei servizi, che costituisce il cuore del contratto integrativo del nuovo contratto integrativo – molti lavoratori dell’arcipelago 29 Giugno che sta al centro della nota indagine della magistratura, oltre a delegazioni delle aziende partecipate del Comune di Roma.

Gli interventi hanno chiarito con molta determinazione che né i dipendenti comunali né chi lavora nelle partecipate o nei servizi esternalizzati sono disposti a subire il prezzo del malaffare, ma al contempo hanno affermato come l’ amministrazione comunale e il sindaco Marino in primis non possono cavarsela con un ‘non sapevamo niente, non siamo Sherlock Holmes ‘ visto che l’inchiesta ha svelato il coinvolgimento sia di consiglieri che di dirigenti. E un capo dell’amministrazione ha il dovere preciso di vigilare sulla correttezza degli atti e delle decisioni altrimenti non si capisce cosa ci stia a fare.

Gli interventi dei lavoratori dell’AMA, dell’ATAC, del Comune di Roma hanno evidenziato come negli ultimi anni il costo degli appalti e delle esternalizzazioni siano triplicati, come pure il fatto che mentre ai dipendenti comunali viene tagliato il salario accessorio i dirigenti hanno visto aumentare in poco tempo i loro appannaggi fino al 350%, come testimoniato dalla relazione degli ispettori del Ministero delle Finanze già lo scorso anno.

L’USB del Comune di Roma ha raccolto in un dossier, numerosissime segnalazioni ad opera dei lavoratori dei vari sevizi capitolini, in cui venivano evidenziati gli sprechi, l’inosservanza da parte delle ditte appaltatrici dei lavoro loro assegnati, dossier che fu consegnato nelle mani dell’Amministrazione Comunale ai massimi livelli e a cui non seguì alcun provvedimento.

Il sospetto, molto chiaramente espresso dagli intervenuti, è che a questa situazione si risponda con un’ulteriore spinta verso la privatizzazione di altri importanti servizi, verso la cessione ai privati del trasporto pubblico locale, verso la revoca degli appalti alle cooperative coinvolte nell’ ‘affaire Mondo di Mezzo’, facendo pagare i costi della corruzione, del malaffare criminale, ai lavoratori,con il risultato di punire chi in questi anni è stato trattato come merce avariata, a basso costo, ricattata.

L’assemblea ha posto con molta evidenza la necessità della lotta unitaria di tutto quel mondo del lavoro che ruota intorno al Comune, stimato in 70.000 persone tra dipendenti pubblici e privati, appalti e convenzioni.

Chi non è in grado di governare se ne deve andare, è stato il leit motive di molti interventi.

E mentre le educatrici precarie si recavano al Tempio di Giove per un sit in al dipartimento delle risorse umane dove si svolge la trattativa sul contratto integrativo, l’assemblea si è conclusa con l’invito ad una prossima manifestazione di tutte e tutti in Campidoglio.

Ultim’ora: oltre 100 educatrici precarie hanno fatto irruzione nel Dipartimento Risorse per bloccare la trattativa il cui sbocco, come dicevamo, aumenta i carichi di lavoro del personale di ruolo decretando il loro licenziamento dopo anni di precariato.

 

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