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Firenze. Cariche contro una manifestazione per la casa

Nuova manifestazione oggi, martedì 10 marzo, a Firenze contro la legge regionale Saccardi, una legge sulla casa e sull’edilizia residenziale pubblica che elimina dalle liste comunali per le case popolari chiunque occupi un immobile e che giustamente i movimenti di lotta accusano di essere complementare alla durissima Legge nazionale varata alcuni mesi fa dal Ministro Lupi. Il corteo, partito attorno alle 15, ha visto la partecipazione di alcune centinaia di persone e si è snodato per le vie della città e dopo aver raggiunto la sede della Regione Toscana, ha formato un presidio permanente chiedendo un incontro con i capigruppo del Consiglio Regionale dopo che questa mattina a Roma alcune realtà del movimento di lotta per il diritto all’abitare avevano occupato la sede nazionale della Conferenza delle Regioni in segno di solidarietà con l’iniziativa fiorentina.

Alcuni partecipanti al presidio hanno cercato di entrare all’interno della sede del Consiglio, dove oggi era in programma la votazione sulle norme del nuovo piano casa, e dopo aver bloccato uno degli ingressi hanno cercato di forzare il cancello e la porta che danno accesso all’atrio, senza tuttavia riuscirci. Poco dopo le 17 la polizia presente in massa e in assetto antisommossa ha caricato i manifestanti e a quanto risulta almeno un attivista è stato ferito in maniera seria dalle manganellate. Dopo le cariche il corteo è ripartito andando a bloccare le strade attorno alla Regione mentre una delegazione di manifestanti veniva ricevuta dai vertici della Giunta Regionale.

“La Regione, alla faccia della Costituzione e delle Convenzioni internazionali, si appresta a votare una legge repressiva e autoritaria – ha spiegato alle agenzie di stampa Lorenzo Bargellini, uno dei portavoce del movimento per la casa rimasto ferito durante le cariche-. Una legge che colpisce i più poveri, aumentando a 5 anni di residenza il requisito minimo per accedere alle case popolari e azzerando il punteggio per chi è colpito da sfratto per morosità. Coloro cioè che non pagano più l’affitto per causa di forza maggiore, ad esempio per la perdita del lavoro. Questo tipo di sfratti, definito appunto di morosità “incolpevole”, costituisce oltre il 90% dei casi”. “Una legge che poi se la prende con chi occupa una struttura privata, magari fatiscente e abbandonata da anni – prosegue Bargellini -. Tutti gli occupanti, costretti ad occupare perché senza casa, saranno esclusi per almeno 5 anni dalle graduatorie degli alloggi pubblici”. 

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