Dieci giorni fa un lavoratore è morto per “incidente” nel magazzino BRT di Settimo Torinese, mercoledi c’è stato il rogo in un magazzino nella zona del Bovisa nel milanese, e questo dopo che USB da mesi denuncia le condizioni di scarsa sicurezza sul lavoro negli impianti della multinazionale francese.

USB ha richiesto misure strutturali (ventilatori e impianti di raffreddamento) e organizzative (diminuzione dei carichi di lavoro e aumento delle pause retribuite) per contrastare il caldo estremo che sta massacrando l’Italia e rende proibitive le condizioni di lavoro nei capannoni e nei magazzini
Ma la BRT se ne frega e questi sono i risultati.
“Chiediamo inoltre alle autorità competenti di indagare e verificare circa il trasporto illecito di materiali pericolosi (gli scoppi che si sentono e vedono nel filmato sono davvero inquietanti)” denuncia Usb in un comunicato.
“Vogliamo lavorare in sicurezza, la BRT spenda un po’ dei suoi profitti per garantire ai suoi lavoratori di tornare vivi e vegeti a casa dopo ore di sfruttamento”.
Prepariamoci alla mobilitazione per rivendicare diritto alla sicurezza, diritto alla salute, diritto alla vita.
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