Menu

Alte adesioni allo sciopero dei portuali contro il lavoro usurante

E’ stata alta l’adesione in tutta Italia allo sciopero nazionale di lunedi 28 settembre di tutti i lavoratori portuali con manifestazioni e presidi nei principali scali. Lo sciopero è stato proclamato dall’USB per chiedere il riconoscimento del lavoro portuale come lavoro usurante e per respingere l’introduzione delle agenzie interinali nei porti.

Al centro della protesta c’è innanzitutto la richiesta di convocare immediatamente, presso il Ministero del Lavoro, il tavolo tecnico promesso nel maggio 2025. Quel tavolo rappresenta il primo passaggio necessario per arrivare finalmente al riconoscimento della particolare gravosità e usura del lavoro portuale e alla conseguente tutela previdenziale dei lavoratori.

Ma sul tavolo c’è anche un’altra questione fondamentale. Le forze di maggioranza, mentre arriva la richiesta forte e inequivocabile che arriva da migliaia di lavoratori portuali sul tema pensionistico, hanno deciso di presentare un emendamento alla riforma portuale che sdoganerebbe l’utilizzo delle agenzie interinali nei porti, mettendo di fatto in discussione il ruolo delle società ex articolo 17 della Legge 84/94 e delle compagnie portuali.

Si tratta di un attacco pesantissimo all’attuale organizzazione del lavoro portuale e a un sistema costruito nel corso di decenni attraverso le lotte dei lavoratori.

I portuali italiani hanno dato una prima risposta. Ed è stata una risposta imponente.

A Genova, il terminal più importante d’Italia, il terminal PSA, è rimasto completamente fermo, mentre negli altri terminal si sono registrate adesioni superiori al 70%.

A Livorno, nei terminal container TDT e Lorenzini, l’adesione ha superato il 60-70%.

Adesioni significative si sono registrate anche a Trieste, Ancona e Civitavecchia, con percentuali superiori al 50% della forza lavoro.

A Gioia Tauro dove lo sciopero è stato convocato dal sindacato Orsa porti, che da tempo collabora con l’USB, si sono raggiunte adesioni oltre al 70% con una grande partecipazione al presidio davanti al varco portuale

Questi numeri dimostrano una cosa semplice: i lavoratori portuali hanno compreso perfettamente la posta in gioco e non intendono accettare passi indietro.

Durante la giornata si sono svolti anche incontri e presidi presso le Prefetture e le Autorità di Sistema Portuale.

A Genova, una delegazione USB ha incontrato il Prefetto, portando sul tavolo la richiesta di convocazione urgente del tavolo tecnico presso il Ministero del Lavoro, insieme alle questioni della sicurezza nei porti e dell’introduzione delle agenzie interinali. A Trieste si è svolto un incontro con il Prefetto. A Livorno, i lavoratori hanno manifestato davanti all’Autorità di Sistema Portuale, chiedendo un incontro urgente per affrontare tutte le questioni aperte.

Quella di lunedi 28 settembre è stata anche una risposta forte e determinata ai tentativi della Commissione di Garanzia di mettere in discussione l’esercizio del diritto di sciopero, un diritto costituzionalmente garantito e fondamentale per la difesa delle condizioni di lavoro. Mentre si restringono sempre di più gli spazi per i lavoratori di astenersi dal lavoro e protestare attraverso piattaforme rivendicative legittime, noi continueremo a difendere il diritto dei lavoratori a mobilitarsi.

“Dai porti è arrivato un segnale chiaro” – afferma USB in un comunicato – “su questi temi non faremo un passo indietro. L’Unione Sindacale di Base non resterà in silenzio mentre si tenta di smantellare, pezzo dopo pezzo, uno dei settori strategici del Paese”.

Ma la mobilitazione dei portuali non finisce con la giornata del 28 settembre. Nuovi appuntamenti incalzano.

Con lo sciopero nazionale i lavoratori portuali aprono anche lo stato di agitazione sul tema del carovita e del salario, perché il problema delle condizioni di lavoro non può essere separato dalla perdita di potere d’acquisto e dalla necessità di salari adeguati.

Il 3 ottobre a Genova ci sarà l’assemblea nazionale dei lavoratori portuali.

Il 30 ottobre si tornerà nuovamente a scioperare ma in coordinamento a livello internazionale con i portuali di altri paesi, contro la guerra, il riarmo, la militarizzazione dei porti e l’automazione.

Su lavoro usurante, salari, sicurezza, difesa delle compagnie portuali e diritto di sciopero i portuali intendono proseguire la mobilitazione.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa
‹

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *