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Confindustria chiede di abolire pure il “decreto dignità”

Il Sole 24 Ore dà conto oggi di una situazione paradossale. Già giovedì scorso, commentando i dati delle esportazioni extraeuropee a febbraio, cresciute del 6,4%, 19 miliardi, un miliardo tondo in più rispetto allo scorso anno, il giornale commentava che tra febbraio e marzo l’industria italiana aveva avuto un boom di commesse da parte dei mercati mondiali, vuoi per il freno cinese, vuoi per fare scorte.

In particolare a trainare erano farmaceutica e agroalimentare.

Ebbene, oggi il giornale confindustriale scrive che tante aziende stanno avendo picchi di lavoro, dal tessile alla chimica, che si stanno riconvertendo per il coronavirus, alla farmaceutica, all’agricoltura, all’agroalimentare e ai servizi annessi, oltre che la metalmeccanica fornitrice.

Il problema è che per far fronte a questo carico di domanda si sta ricorrendo al lavoro determinato, proprio quello maggiormente penalizzato, e giustamente, dal decreto dignità. Ora gli industriali chiedono al governo di togliere causali penalizzanti il ricorso al lavoro temporaneo per far fronte al notevole aumento della produzione.
Si fa cenno al ricorso al lavoro sommerso per sviare il decreto dignità e questo è inaccettabile. Sappiamo da lavoratori sparsi in tutt’Italia che in questi settori in questi mesi si fa ampio ricorso allo straordinario.

Dunque, la via maestra sarebbe non ricorrere allo straordinario e stabilizzare questi lavoratori, anche perchè, oltre al consumo mondiale di questi mesi di prodotti di questi settori, in seguito le catene globali dovranno far fronte alle scorte, dunque la domanda ci potrebbe essere anche dopo.

In particolare, secondo il Presidente di Confagricoltura, mancano all’appello 200 mila lavoratori in agricoltura, proprio perché il coronavirus non permette l’arrivo di stagionali esteri. In tutti questi settori si sta assistendo a carichi di lavoro impressionanti, tant’è che sono notizie quotidiane di imprese che danno consistenti aumenti salariali ai lavoratori coinvolti.

Sarebbe il caso di assumere più gente, visti i tempi.

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