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La Bce alimenta la recessione in Europa, come prevedibile

Come era ampiamente prevedibile, la domanda di prestiti da parte delle imprese alle banche… è crollata. Contestualmente ha continuato a ridursi anche la richiesta da parte delle famiglie di mutui o altre forme di credito.

E’ questa una delle conseguenze degli alti tassi di interesse imposti dalla Bce, il cui livello probabilmente salirà ancora nella giornata di oggi quando il vertice della Banca Centrale Europea si riunirà nuovamente.

Secondo le ultime indagini della Bce, la domanda netta di prestiti da parte delle imprese è diminuita fortemente nel secondo trimestre del 2023 (-42% dopo il -38% del trimestre precedente), scendendo al minimo storico dall’inizio dell’indagine nel 2003.

Anche gli investimenti fissi hanno avuto un forte impatto frenante sulla domanda di prestiti, rispecchiato da una forte diminuzione della domanda di prestiti a lungo termine.

Le banche dell’area dell’euro hanno registrato un forte calo anche in relazione alla domanda di mutui (variazione netta del -47%, dopo -72% e -74% rispettivamente nel primo trimestre 2023 e nel quarto trimestre 2022; vedi tabella riassuntiva) per l’edilizia abitativa. 

L’aumento dei tassi di interesse, l’indebolimento delle prospettive del mercato immobiliare e la scarsa fiducia dei consumatori hanno contribuito negativamente alla domanda di prestiti per l’acquisto di abitazioni.

Secondo Milano Finanza le ultime rilevazioni dell’indagine trimestrale della Bce sulle banche lasciano comunque i fari accesi sulle condizioni in cui versa il credito in seguito alla stretta monetaria, e questo potrebbe spingere Francoforte a prendere in considerazione la possibilità di fermare l’aumento dei tassi di interesse dopo la riunione di oggi, 26 luglio.

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