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Libia. La Nato “protegge i civili” bombardando Tripoli

Gli aerei della Nato hanno eseguito nuovi raid aerei nella notte su Tripoli, colpendo Bab al-Aziziya, il complesso all’interno del quale si trova una delle residenze di Gheddafi, che però l’ha abbandonata da settimane. Lo riferisce l’emittente saudita Al Arabiya, citando una fonte locale che ha riferito di forti esplosioni nella capitale. Il bombardamento di stanotte è stato uno dei più pesanti delle ultime settimane, stando a quanto riportato dalla televisione. Oltre a Bab al-Aziziya, sono stati colpiti altri quattro obiettivi a Tripoli, tra cui un palazzo che si ritiene essere una sede dell’intelligence libica, un edificio governativo ma anche la sede della Commissione per l’infanzia. Quattro bambini sono infati rimasti feriti nel corso dei raid eseguiti nella notte dagli aerei Nato su Tripoli. Lo hanno annunciato fonti del governo libico, riprese dall’agenzia d’informazione ‘Xinhuà, secondo cui nell’attacco aereo è stata colpita anche la sede dell’Alta commissione per l’infanzia, situata nella capitale. «Due dei bambini sono gravemente feriti e sono stati ricoverati in ospedale», ha riferito la fonte, precisando che i bimbi sono rimasti feriti da schegge di vetro provocate dai bombardamenti. I funzionari libici hanno detto che l’attacco sarebbe avvenuto lunedì notte, e sarebbe stato sferrato anche con un missile. Colpite due torri per le telecomunicazioni già danneggiate, secondo le fonti libiche, nel primo attacco, datato 30 aprile. Nessuna delle due torri sembra aver subito danni.

La Nato intanto ha respinto la ricostruzione del quotidiano britannico The Guardian, secondo cui, a fine marzo, 61 immigrati africani ”sono stati lasciati morire nel Mediterraneo dopo che unita’ militari europee e dell’Alleanza hanno apparentemente ignorato le loro richieste di aiuto”. ”Qualsiasi affermazione che parla di una portaerei della Nato che intercetto’ e poi ignoro’ l’imbarcazione in difficolta’ e’ sbagliata”, ha detto il portavoce Carmen Romero. Dal quartier generale di Bruxelles, una nota spiega che in quei giorni ”solo una portaerei si trovava sotto il comando Nato, la nave italiana Garibaldi – e non la francese ‘Charles de Gaulle’ come scritto dal quotidiano britannico – che, nel periodo in questione, operava a circa 100 miglia nautiche al largo delle coste”. ‘Nella notte tra il 26 ed il 27 marzo – prosegue la nota – unita’ della Nato sono state coinvolte in due distinte operazioni”, entrambe ”a 50 miglia nautiche da nordest di Tripoli”, che hanno portato al salvataggio di circa 500 persone, ”trasferite in Italia con l’assistenza delle autorita’ italiane”. E in quel frangente, forze navali della Nato ”non hanno visto e sentito alcuna traccia di altre imbarcazioni nell’area” in difficolta’.

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