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Il Pd sta per espellere Sandro Plano, presidente No Tav

Il presidente della Comunità montana della Val Susa, Sandro Plano (Pd), tra i più agguerriti oppositori alla Torino-Lione, potrebbe essere espulso dal partito. Ieri dopo la conferenza stampa No Tav ospitata nella sede della Comunità Montana a Bussoleno, dove Plano aveva esternato la sua posizione critica nei confronti della magistratura torinese, che ha contestato il reato di terrorismo a 12 attivisti No Tav, Gianfranco Morgando e Alessandro Altamura, segretari piemontese e torinese del partito avevano giudicato la presa di posizione di Plano inconciliabile con la sua iscrizione al Pd.

A chiedere la resa dei conti è Giorgio Merlo: “un partito come il Pd, da sempre favorevole all’opera, adesso non puo’ piu’ aggirare la scelta che deve assumere nei confronti di chi sostiene tesi alquanto discutibili”. “Si proceda” ha esortato Merlo. “La chiarezza politica definitiva invocata dai segretari torinese e piemontese del Pd sulla appartenenza al partito del Presidente della Comunita’ montana della Val Susa e’ doverosa e del tutto giustificata”. “Adesso il Pd ha il dovere di fare chiarezza uscendo definitivamente da tutti gli equivoci – ha proseguito Merlo – Anche per non fornire, seppur strumentalmente,armi propagandistiche ai nostri avversari politici. E, al riguardo, la reazione all’iniziativa della magistratura torinese non puo’ passare sotto silenzio”.

Dichiarazioni da mandare a memoria, quando qualcuno tornerà a chiedere l’ennesimo “voto utile”.

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