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Un ministro di giustizia con “la grazia” per i Ligresti

Chi non vorrebbe avere un ministro della giustizia che si preoccupa per le tue condizioni? Tutti, naturalmente. Ma altrettanto naturalmente l’interessamento del Guardasigilli per i detenuti è istituzionalmente rivolto alle condizioni generali, collettive, al “sistema penitenziario” nel suo complcesso. Non alle condizioni individuali di qualche detenuto in particolare, tranne che in casi gravissimi in cui l’incompatibilità del detenuto col carcere è palese anche agli occhi dei forcaioli più accaniti.

Se invece un ministro si occupa di un solo detenuto, per giunta alquanto potente o ricco (o ex tale), allora si chiama favoritismo. E non ha alcuna giustificazione istituzionale.

E’ successo proprio questo al ministro Anna Maria Cancellieri. Una sua telefonata è stata non solo intercettata – ed essendo lei anche ex ministro dell’interno, ovvero di polizia, la circostanza supera l’ironia della storia – ma pubblicata. Qui ci limitiamo a riportare la cronaca della vicenda fatta da Repubblica. Ma ci sembra davvero il minimo chiedere  che un ministro incapace di esercitare le sue funzioni nel rispetto dell’istituzione che rappresenta – e tanto più quando queste funzioni interferiscono darmmaticamente con la libertà della persona – si dimetta immediatamente.

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La Cancellieri, intercettata, ai Ligresti: “Qualsiasi cosa possa fare su Giulia, conta su di me”

La conversazione fra il ministro della Giustizia e Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti. I contatti del figlio con il gruppo. La procura di Torino: “Illazioni senza fondamento”. Grillo: “Si dimetta”. Sel: “Grave intervento”. Manconi: “Ha fatto bene”

“Comunque guarda, qualsiasi cosa io possa fare (su Giulia Ligresti, ndr) conta su di me, non lo so cosa possa fare però guarda son veramente dispiaciuta”. Così Annamaria Cancellieri, ministro della Giustizia, si sarebbe rivolta a Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti. Un’intercettazione, in possesso dell’Adnkronos, datata 17 luglio scorso a poche ore dall’arresto nei confronti dell’Ingegnere e dei suoi tre figli coinvolti nell’inchiesta della Procura di Torino. Una notizia che arriva dopo lo scoop di Repubblica sull’intervento del ministro Anna Maria Cancellieri, il cui figlio lavorò in una società del costruttore, a favore della scarcerazione di Giulia Ligresti, affetta da anoressia.

Un’intercettazione, trascritta dagli uomini della Polizia tributaria di Torino, in cui si fa riferimento anche alla conoscenza tra il ministro e Antonino Ligresti, fratello di Salvatore. Il ministro Cancellieri, sentita come persona informata sui fatti, aveva definito la conversazione “una telefonata di solidarietà sotto l’aspetto umano”.

La procura di Torino: “Illazioni senza fondamento”. Oggi sulla questione è intervenuto anche la Procura di Torino con una nota a firma del procuratore capo Gian Carlo Caselli e dei pm Vittorio Nessi e Marco Gianoglio nella quale si definisce “arbitraria e del tutto destituita di fondamento ogni illazione che ricolleghi la concessione degli arresti domiciliari (a Giulia Maria Ligresti, ndr) a circostanze esterne di qualunque natura”.

Nell’intercettazione pubblicata dall’Adnkronos risulta che il ministro avrebbe detto a la Fragni: “Eh lo so lo so, me l’hanno detto me l’hanno detto. Io ogni tanto sento Nino gli chiedo notizie, non la vedo”, definendola “buona amica da parecchi anni”. “Io sono mesi che ti voglio telefonare per dirti che ti voglio bene, la vita mi scorre in una maniera indegna”. Poi il ministro parla anche del figlio Piergiorgio Peluso. “Son veramente dispiaciuta. Ma sono mesi che ti voglio…poi ci sono state le vicende di Piergiorgio quindi…guarda…”, dice ancora al telefono il ministro.

I contatti del figlio con il gruppo. Dalle indagini risulta che il figlio del ministro avrebbe ancora contatti con il gruppo Ligresti. “Dal monitoraggio delle conversazioni telefoniche è emerso che lo stesso ex direttore generale di Fondiaria-Sai”, Piergiorgio Peluso, figlio del ministro “continua a intrattenere rapporti con alcuni dirigenti del Gruppo, interessandosi sia alle vicende giudiziarie che di quelle societarie”, scrive il nucleo di polizia tributaria della Gdf di Torino in un’annotazione del 29 agosto scorso.

La telefonata poi si conclude così: “Io non so se quanto mai rientrerò a Milano – dice ancora il ministro – ma appena riesco ad arrivarci, ormai fino a tutto settembre, ti vengo subito a trovare. Però qualsiasi cosa, veramente, con tutto l’affetto di sempre… ” e conclude con “ti abbraccio con tantissimo affetto”.

 

 

ROMA – “Comunque guarda, qualsiasi cosa io possa fare (su Giulia Ligresti, ndr) conta su di me, non lo so cosa possa fare però guarda son veramente dispiaciuta”. Così Annamaria Cancellieri, ministro della Giustizia, si sarebbe rivolta a Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti. Un’intercettazione, in possesso dell’Adnkronos, datata 17 luglio scorso a poche ore dall’arresto nei confronti dell’Ingegnere e dei suoi tre figli coinvolti nell’inchiesta della Procura di Torino. Una notizia che arriva dopo lo scoop di Repubblica sull’intervento del ministro Anna Maria Cancellieri, il cui figlio lavorò in una società del costruttore, a favore della scarcerazione di Giulia Ligresti, affetta da anoressia.


Un’intercettazione, trascritta dagli uomini della Polizia tributaria di Torino, in cui si fa riferimento anche alla conoscenza tra il ministro e Antonino Ligresti, fratello di Salvatore. Il ministro Cancellieri, sentita come persona informata sui fatti, aveva definito la conversazione “una telefonata di solidarietà sotto l’aspetto umano”.

La procura di Torino: “Illazioni senza fondamento”. Oggi sulla questione è intervenuto anche la Procura di Torino con una nota a firma del procuratore capo Gian Carlo Caselli e dei pm Vittorio Nessi e Marco Gianoglio nella quale si definisce “arbitraria e del tutto destituita di fondamento ogni illazione che ricolleghi la concessione degli arresti domiciliari (a Giulia Maria Ligresti, ndr) a circostanze esterne di qualunque natura”.

Nell’intercettazione pubblicata dall’Adnkronos risulta che il ministro avrebbe detto a la Fragni: “Eh lo so lo so, me l’hanno detto me l’hanno detto. Io ogni tanto sento Nino gli chiedo notizie, non la vedo”, definendola “buona amica da parecchi anni”. “Io sono mesi che ti voglio telefonare per dirti che ti voglio bene, la vita mi scorre in una maniera indegna”. Poi il ministro parla anche del figlio Piergiorgio Peluso. “Son veramente dispiaciuta. Ma sono mesi che ti voglio…poi ci sono state le vicende di Piergiorgio quindi…guarda…”, dice ancora al telefono il ministro.

I contatti del figlio con il gruppo. Dalle indagini risulta che il figlio del ministro avrebbe ancora contatti con il gruppo Ligresti. “Dal monitoraggio delle conversazioni telefoniche è emerso che lo stesso ex direttore generale di Fondiaria-Sai”, Piergiorgio Peluso, figlio del ministro “continua a intrattenere rapporti con alcuni dirigenti del Gruppo, interessandosi sia alle vicende giudiziarie che di quelle societarie”, scrive il nucleo di polizia tributaria della Gdf di Torino in un’annotazione del 29 agosto scorso.

La telefonata poi si conclude così: “Io non so se quanto mai rientrerò a Milano – dice ancora il ministro – ma appena riesco ad arrivarci, ormai fino a tutto settembre, ti vengo subito a trovare. Però qualsiasi cosa, veramente, con tutto l’affetto di sempre… ” e conclude con “ti abbraccio con tantissimo affetto”.

EZIO MAURO SU REPUBBLICA DOMANI

Le reazioni.
Intanto suscita reazioni da più parti la notizia dell’intervento del ministro Cancellieri a favore della scarcerazione di Giulia Ligresti. Sul suo blog Beppe Grillo parte all’attacco e scrive su Facebook: “Come è umana la Cancellieri. Ecco cosa è successo. Smentisca o si dimetta”. “Su 63.000 r rotti detenuti su chi si è posato l’occhio benevolo della ministra Cancellieri?”. I membri della commissione Giustizia del M5S chiedono al ministro di smentire la notizia. “Diversamente il ministro deve assumersi le proprie responsabilità e rassegnare immediatamente le dimissioni”, scrive M5s in una nota. Il deputato di Scelta civica Gianfranco Librandi chiede chiarimenti perché “vanno infatti da subito fugati dubbi sul fatto che vi siano state disparità di trattamento”. “L’intervento presenta aspetti molto discutibili e inquietanti che devono essere chiariti sul piano politico e non solo su quello giudiziario – affermano in una nota i senatori di Sel Loredana De Petris e Peppe de Cristofaro – non abbiamo nulla da eccepire sulla scarcerazione di una detenuta, oltretutto in stato di carcerazione preventiva, perché malata o anoressica. Troviamo invece grave che l’intervento in questione sia stato richiesto da una telefonata privata e che abbia riguardato una classica ‘detenuta eccellente'”.

Una raccolta di firme per le dimissioni è stata promossa dall’ex direttore di PeaceReporter Maso Notarianni, sul sito change.org.

Una presa di posizione è arrivata anche dal Pd, con una nota del responsabile carceri Sandro Favi: “In carcere si soffre e si muore d’abbandono – aggiunge – ma nessuno si chiede cosa si poteva o si può fare per prevenire almeno i drammi più evidenti. Il ministro Cancellieri attivi subito una task-force permanente al dap, dove almeno le situazioni estreme vengano trattate con una attenzione meno burocratica e senza questa intollerabile sensazione di ineluttabilità delle tragedie quotidiane. Eviterà così la sgradevole impressione che solo per i potenti il senso di umanità trova interlocutori attenti”.

Il senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti umani a Palazzo Madama, giustifica il comportamento del ministro: “Di fronte a una detenuta che rifiuta di nutrirsi è buona prassi e indice di una elevata sensibilità istituzionale e umana, il che non guasta, attivarsi per capirne le ragioni e verificare che non stia maturando una incompatibilità con lo stato di detenzione. Questo ha fatto, opportunamente, il ministro Cancellieri quando le è stata segnalata la gravità delle condizioni di salute di Giulia Ligresti”. Mentre Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord al Senato definisce la vicenda di una gravità inaudita” e il leader di Prc, Paolo Ferrero, definisce le telefonate “scandalose” e chiede le dimissioni del ministro.

da Repubblica

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