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Roma. Un visibile flop alla manifestazione “Per il popolo siriano”

E’ vero che da troppo tempo le manifestazioni sui temi internazionali non producono grande partecipazione. Dall’aggressione alla Libia in poi, con la devastante penetrazione della logica dell’interventismo militare “umanitario” anche nelle file dei movimenti pacifisti, si è creata una divisione e talvolta contrapposizioe. Sul caso della Siria e oggi dell’Ucraina, questa contrapposizione si è fatta più profonda ed anche più motivata. Ma il flop della manifestazioe che ieri a Roma ha portato in piazza le forze che vogliono rovesciare Assad in Siria balza agli occhi. Un flop di partecipazione – anche perchè in un’altra parte di Roma migliaia di giovani e compagni manifestavano contro la repressione – ma anche un flop di contenuto politico che in questi mesi ha lasciato giustamente da soli coloro che dello scontro in Siria danno una lettura completamente fuori bersaglio e in alcuni passaggi fiancheggiano addirittura le ambizioni e le ingerenze delle potenze imperialiste. Nonostante il battage pubblicitario, l’abbondanza di adesioni e facilitatori o l’allineamento alle posizioni dominanti dei governi e della Nato sulla Siria, in piazza c’erano decisamente quattro gatti per una manifestazione di carattere nazionale. E anche il giorno prima in Campidoglio, nonostante un prestigioso concerto con il pianista Allevi, c’erano pochissime persone. La Siria non tira e non scalda gli animi? Sicuramente oggi c’è molta più disattenzione e cinismo sui problemi internazionali di quanta ce ne fosse negli anni scorsi, ma anche le chiamate alla mobilitazione avevano contenuti più chiari e non occhieggiavano certo agli stessi obiettivi dell’imperialismo sui “regime change”. C’è da augurarsi e lavorare affinchè questo fallimento delle manifestazioni interventiste sulla Siria venga capitalizzato per promuovere mobilitazioni sullo stesso stema ma di segno radicalmente diverso.

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2 Commenti


  • paolo dp

    la mamma degli imbecilli è sempre incinta.
    c’è un genocidio in siria, ma è chiaro che come in altre parti del mondo, è stato messo su dagli usa.
    hassad non è un pacifista, ma il mondo è pieno di despoti, sia con dittatura, che democraticamente (i promotori della manifestazione cosa dicono del paese accanto, la repubblica israeliana, che pratica l’apparthaid e la pulizia etnica?
    la questione è: imbecilli o strumenti consapevoli della nato?


  • leon

    Cosa merita di più questa ‘sinistra’: compassione o disprezzo ?

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