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Napoli. Si insedia De Luca, megacontestazione

E  finalmente giunse il giorno dell’insediamento del neonato consiglio regionale della Campania. Alle 16 al Centro Direzionale di Napoli. 
Il 29 giugno l’insediamento era saltato per le ben note vicende legate all’applicazione della legge Severino nei confronti dell’ex sindaco di Salerno De Luca ora governatore della Campania.
Gli si era voluto concedere il tempo necessario affinchè il Tribunale amministrativo si pronunciasse sul contenzioso in essere. E De Luca infatti ha vinto. La Giunta regionale è stata presentata e il primo consiglio regionale può quindi svolgersi.
Fuori però sembra di essere in un videogame. Il questore infatti ha messo in piedi  un dispositivo di gestione  della piazza  alquanto complesso che ha come obbiettivo quello di tenere le contestazioni il più distante possibile dalla sede del consiglio regionale stesso e evitare che i diversi gruppi di contestatori, alcuni di segno politico opposto, possano entrare in contatto tra loro. Così il Centro Direzionale si trasforma in una sorta di arcipelago dove vengono confinate le varie parti della protesta. Non mancano le incongruenze naturalmente. Difatti uscendo dalla fermata della vesuviana ci si imbatte nelle bandiere tricolori dei disoccupati organizzati di destra. Senza filtri. E poi è tutto un zigzagare tra le transenne, i corpi di polizia in tenuta antisommossa, i blindati. 
Preoccupante se questo tipo di gestione delle proteste debba riproporsi perchè si andrebbe a determinare un vero ” metodo De Luca”. E sappiamo quanto il neoeletto governatore odi le contestazioni a suo carico.
Il gruppo di gran lunga più numeroso a contestare è quello delle realtà di base. Sotto le insegne del Comitato Campano per il reddito minimo garantito. Il comitato ha messo in cantiere  la raccolta di 10000 firme per potere presentare un disegno di legge su scala regionale che permetta di utilizzare i fondi strutturali europei per un’equa distribuzione di un salario sociale  per i disoccupati in Campania . La regione con il maggior numero di poveri e disoccupati in Italia. Si può fare. Una lotta che si può vincere. Quella montagna di denaro non utilizzato è uno scandalo che grida vendetta. Che esige giustizia. Giustizia sociale che provi a dare un minimo di sollievo ai disoccupati, ai giovani, ai licenziati di questa martoriata regione. Si può vincere nonostante De Luca abbia sempre ironizzato su un salario minimo garantito e trattato con disprezzo i disoccupati accusati a più riprese di volere  il caffè e il cornetto a letto. Come a dire che non hanno voglia di lavorare però vogliono pure le comodità . Mediocrità del personaggetto a parte il Comitato sta facendo per adesso le cose per bene. Ha messo insieme  diverse realtà sociali, dall’Usb ai centri sociali, dai collettivi studenteschi ai precari Bros. 
Se son rose fioriranno ma intanto si rischiano già le botte. Quelli del comitato infatti dati i numeri non hanno difficoltà a guadagnare qualche metro rispetto alle regole prestabilite. Qualche metro che li costringe al marcamento stretto dei cordoni di polizia. In realtà non vi è particolare tensione e risuonano fortissime le grida per il lavoro e per il reddito . Eppure basta una ragazza a sparare con una pistola ad acqua per rischiare il patatrac. Un celerino infatti si fionda sulla compagna strappandogli di mano la pistolina . E’ il caos. Spintoni, grida e fronteggiamenti virili. si va tanto così vicino da una carica assolutamente ingiustificata e ridicola. Meno male.
Dalla parte immediatamente di fronte  a quelli del comitato vi è un settore quantomai curioso nella composizione. Infatti vi è il gruppo della Terra dei fuochi di Fiorillo, candidato e trombato con la Lista Caldoro e noto agitatore antirom  e i lavoratori della Fiom della HB. Non si sa come possano convivere così allegramente nello stesso spazio eppure succede. 
Mancano all’appello , un pò a sorpresa, i grillini. Il 29 giugno, alla data di insediamento saltata, erano stati gli indiscussi protagonisti. Il vicepresidente della Camera Di Maio sfilava avanti e indietro a testa di un corteo di consiglieri e attivisti che chiedevano la testa di De Luca in quanto la sua carica fosse illegittima per la Severino. In realtà per la Legge De Luca ha tutto il diritto di stare dove sta, lo ha detto un giudice. E allora oggi i cinquestelle stanno a casa. 

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