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Qualche considerazione irrituale su Greta Thunberg

Da un po’ di tempo mi frullano in testa considerazioni su Greta Thunberg un po’ irrituali che ora mi decido ad esternare perché penso che costituiscano uno stimolo di riflessione importante per tutto il movimento dei FFF, ed oltre.

Devo obbligatoriamente fare una premessa. Non mi sogno neanche di disconoscere il grande merito di Greta. Ma non posso mancare di ricordare che si contano penso a migliaia o più le persone che sono andate a manifestare davanti a un Parlamento o a un’altra istituzione senza che si sia mossa una foglia, e sono quasi tutte passate nel dimenticatoio. Greta – ed è indubbiamente stato un grandissimo merito – ha colto una congiuntura nella quale la sensibilità verso la crisi climatica stava per esplodere, ed ha innescato la scintilla che ha appiccato l’incendio (mi scuso per il richiamo retorico a ben altri incendi).

Se non fosse stato maturo il momento, forse non sarebbe accaduto nulla, o quasi: ma proprio ora il gesto di Greta ha mobilitato milioni di giovani (e anche meno, o diversamente, giovani) nelle piazze di tutto il mondo. Se non ci fosse stata Greta sarebbe comunque esploso il movimento per contrastare la crisi climatica (ma, ripeto, questo non toglie nulla al suo merito).

Da qualche tempo mi andavo convincendo che il riferimento obbligato e a volte rituale alla sua iniziativa divenisse addirittura controproducente, potesse servire a quei meccanismi mediatici che tendono a metabolizzare tutto, addirittura per coprire questa realtà di milioni di giovani che si mobilitano in tutto il mondo.

Ma il passare del tempo e l’evolvere delle cose ha aggiunto, per me, aggravanti a questo ragionamento. Più passa il tempo e più si rafforza in me il dubbio che Greta stia diventando vittima del proprio personaggio, o (peggio) sia eterodiretta: se pensar male è peccato, mi conforta l’ormai famoso detto di Andreotti.

Posso accettare di pensare – ma con una crescente fatica – che le idee e le iniziative originali e controcorrente siano farina del suo sacco, ma non riesco a pensare che lei sia la sola (se non la vera) regista.

In primo luogo nutro forti dubbi che tutti i messaggi che Greta lancia siano condivisibili. Con tutta sincerità penso che il suo messaggio di saltare l’anno scolastico per dedicarsi interamente alla lotta contro il cambiamento climatico sia non solo molto opinabile, ma non possa assolutamente essere trasmesso come messaggio a tutti gli studenti del mondo: non solo perché sarebbe comunque irrealizzabile, ma perché elude nella sostanza il problema cruciale di trasformare la scuola per adeguare i contenuti e le conoscenze alla sfida posta dal cambio climatico, che esige conoscenze e competenze radicalmente nuove in tutti campi.

Potrebbe sembrare che si predichi, paradossalmente, una generazione di giovani analfabeti: anche perché la crisi climatica non si risolve certo in un anno! Questo messaggio è in chiara contraddizione col le dichiarazioni di fiducia nei confronti degli scienziati (sarò un nostalgico ma ai miei tempi si diceva che l’imperialismo si combatte sul posto di lavoro).

Ora si sono aggiunte iniziative di Greta che hanno a mio avviso un sapore promozionale. È senza dubbio giustissimo il messaggio di evitare i viaggi aerei, ma dubito fortemente che la decisione di traversare l’Atlantico in barca a vela sia farina del sacco di Greta. Se qualcuno volesse provare a trovare un passaggio in barca a vela per la traversata dubito che ci riuscirebbe facilmente se non fosse portatore di un forte messaggio mediatico. Ma, anche più terra terra, nessuno si domanda chi finanzia tutti gli spostamenti di Greta?

Mi fermo qui perché verrei giudicato come maligno.

Sono sempre più convinto che tutto il movimento dei FFF dovrebbe affrancarsi dal riferimento costante e quasi rituale a Greta (il che non significa disconoscere i suoi meriti) per rivendicare ora il protagonismo di milioni di giovani, altrimenti mi viene da dire che la gente guarda il dito e non vede la luna.

Personalmente non concepisco assolutamente che in tutti i grandi appuntamenti sia Greta invitata a parlare. Nel mio panorama limitato di Firenze vedo giovani e giovanissime/i che hanno una capacità straordinaria di intervenire, anche in sedi ufficiali, con una naturalezza ed efficacia eccezionali: sono convinto che molti di loro potrebbero benissimo intervenire all’ONU.

Tutti i movimenti hanno bisogno di un avvicendamento e un rinnovamento continui: i giovani dei FFF hanno tenuto incontri nazionali e interazionali, hanno certamente la maturità (pur con tutte le difficoltà comprensibili) per scegliere e nominare in ogni occasione delegati capaci di parlare a nome di tutto il movimento. Non è per nulla indifferente che in un consesso internazionale o all’ONU i rappresentanti dei Paesi si vedano comparire una faccia nuova, invece che la solita che tutti si aspettano.

Sarebbe a mio parere un passo fondamentale per affermare la completa autonomia e la struttura democratica di questo movimento grandioso, e di salvare – con il proprio futuro – l’intera umanità. Oltre tutto stanno nascendo altri movimenti che lottano contro la crisi climatica senza avere un padre, o una madre, putativi.

*Fisico, docente emerito dell’Università di Firenze, storico attivista antinucleare e antimilitarista

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5 Commenti


  • Gianni Sartori

    Ecco, bravi…adesso scarichiamo anche Greta che poi arriviamo noi col manuale delle giovani marmotte m-l a spiegare tutto…
    Non so se ci sia qualcuno (ed eventualmente chi ) “dietro” (o sotto, di fianco…) a Greta.
    Ma sicuramente questa ragazza ha saputo dire – in maniera semplice ed essenziale – quello che tanti attendevano…quello che evidentemente non avevano saputo dire in modo adeguato, comprensibile, efficace le generazioni precedenti (compresa la mia ormai in via di estinzione) nonostante decenni di lotte anche ambientali : personalmente da Montalto a Lemoiz, dalla RIMAR (oggi Miteni, quella dei PFASS) a Notre Dame des Landes…etc etc.
    Forse, azzardo, avrà a che fare con qualcosa di ancestrale, chissà…A chi commentava poco gentilmente i tratti del suo volto, direi che a me ricordano quelli degli Inuit o anche dei Sami…popoli meno addomesticati dagli ultimi 10mila anni di “civilizzazione” e con tradizioni sciamaniche (anche femminili, matrilineari, talvolta…)….magari ne avrà fra i suoi avi…
    magari si tratta di questo o comunque mi piace pensarlo. E poi – incongruenze a parte (che pure ci sono) – la sua lapidaria, senza appello, condanna degli aerei e la sua scelta rigorosamente vegetariana (vegana forse) danno se non altro la misura dell’emergenza, non solo climatica e della radicalità necessaria.
    GS


  • Annalisa

    Personalmente non mi interessa chi c’è dietro Greta, finalmente si sta parlando del pianeta in cui viviamo e sono i giovani che si stanno rendendo conto che il futuro è il loro!


  • Maurizio

    Le considerazioni di Angelo Baracca sono assolutamente condivisibili. Tra l’altro chi ha partecipato a qualche incontro dei FFF (io l’ho fatto da esterno) ha potuto ben notare che il dibattito in quel movimento (almeno in italia) è più avanzato di quanto ripeta Greta in tutti i suoi interventi. Per esempio, molti connettono lotta per l’ambiente e contro il cambiamento climatico alle responsabilità del capitalismo. Quindi pur riconoscendo i meriti di Greta è bene che FFF si emancipi dalla sua figura. Quanto a chi finanzia i viaggi navali di Greta, un po’ si sa poichè la barca con cui è andata nelgi USA è proprietà dei reali di Monaco. Il gioco di continuare a far parlare Greta nei diversi consessi internazionali, poi, porta con sé il rischio che la lotta per il clima sia spacciata come accettata dai governanti del pianeta., con paternalismo benevolo, quando sappiamo che non è così.


  • Davidee

    Eh! Niente continuate a guardare il dito senza vedere la luna….??‍♂️


  • Andrea’65

    che la madre di greta, stesse per pubblicare un libro ” la casa stà bruciando ” sul global warming è sicuramente una coincidenza. Ma come tiornerà la flottigli di 17 vele ed equipaggi da N.Y.? Voli già prenotati

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