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L’Europa dopo la pandemia. Nei paesi Pigs la vedono nera

Secondo il sondaggio Eurobarometro condotto tra marzo e aprile del 2021, il 31% degli europei ha già visto il reddito personale colpito negativamente durante la pandemia e il 26% prevede che sarà così anche in futuro. Praticamente è il 57% degli intervistati dal sondaggio a livello di abitanti dell’Unione Europea. Ma è necessario tenere conto delle importanti variazioni nazionali all’interno della stessa Ue.

In alcuni paesi, una maggioranza molto ampia non si aspetta che la pandemia influisca affatto sul loro reddito, mentre in altri paesi dell’UE la situazione risulta esattamente l’opposto. I dati di questa indagine confermano il divario nord/sud cioè tra paesi nordici e Pigs.

Infatti sono più alte le percentuali di intervistati in Grecia (50%), Bulgaria (48%), Italia (45%) e Cipro (43%) che affermano già un impatto negativo sulla loro reddito personale, mentre in Danimarca (76%), Paesi Bassi (67%), Svezia (64%) e Finlandia (62%) la maggior parte non lo vede né se lo aspetta.

In termini socio-demografici, la crisi ha avuto anche un più forte impatto economico sulla popolazione in età lavorativa, nonché sugli europei che sono lavoratori autonomi, disoccupati o che affermano di avere difficoltà a pagare le bollette. Quest’ultimo indicatore, tuttavia, non è aumentato proporzionalmente durante la pandemia: un terzo relativamente stabile degli europei afferma di incontrare difficoltà a pagare le bollette spesso (7%) o talvolta (24%).

Se si confronta questo risultato con i risultati del precedente rapporto 2020 “Public Opinion in Times di Covid-19” (settembre-ottobre 2020), si nota che nell’autunno del 2020 i cittadini dell’UE stavano già avvertendo l’impatto economico della pandemia. Gli intervistati hanno affermato che all’epoca avevano difficoltà a pagare le bollette, l’affitto o i prestiti bancari, mentre altri riferivano di una perdita di reddito, di dover utilizzare i propri risparmi prima del previsto o di dover chiedere aiuto finanziario a familiari o amici.

Nonostante l’impatto economico della pandemia, la maggioranza degli intervistati (58%) ha dichiarato a marzo/aprile 2020 che i benefici per la salute delle misure di restrizione nel loro paese superano il danno economico che potrebbero aver causato. Questa opinione è condivisa nella maggior parte dei paesi e suggerisce un’inversione di atteggiamento in contrasto con i risultati dei sondaggi del rapporto “Public Opinion in Times of Covid-19” nel 2020.

Le tre rilevazioni di quel sondaggio avevano mostrato un calo dell’enfasi dei benefici sulla salute in relazione al danno economico, parallelamente al calo dei dati sulle infezioni in tutta Europa durante l’estate del 2020.

I risultati dell’attuale indagine suggeriscono invece che gli europei sono tornati a supportare maggiormente i benefici per la salute delle restrizioni, poiché i livelli di infezione nei paesi europei sono nuovamente aumentati durante i mesi invernali del 2020/21.

A un anno dall’inizio della pandemia, gli europei provano prevalentemente incertezza (45%), speranza (37%), frustrazione (34%) e impotenza (30%). In linea con i risultati del precedente sondaggio del 2020, incertezza e speranza rimangono i sentimenti più citati nella maggior parte degli intervistati nei paesi dell’UE. Tuttavia, la frustrazione ora si sposta in cima tra gli intervistati in Irlanda, Finlandia, Germania, Lussemburgo e Svezia.

I risultati mostrano un chiaro legame tra le emozioni positive o negative degli europei e il modo in cui sono influenzate dal reddito personale. Coloro che hanno già sperimentato un impatto sulla propria situazione finanziaria personale hanno maggiori probabilità di provare emozioni negative come “incertezza” (51%), “frustrazione” (41%), “impotenza” (37%) e “rabbia” (31 %). Coloro che non l’hanno sperimentato sono più propensi a descrivere emozioni positive come “speranza” (41%), “calma” (27%) e “fiducia” (19%).

Venendo allo specifico dei dati sull’Italia, per il 76% degli italiani la pandemia da Covid ha avuto un effetto e lo avrà anche in futuro sul proprio reddito.

Più precisamente il 45% degli italiani ritiene che la pandemia abbia già avuto un impatto sui loro guadagni mentre il 31% crede che l’impatto non sia ancora arrivato ma che arriverà presto. Solo il 23% pensa che i suoi introiti non subiranno danni. Un dato in contrasto con la media europea dove solo il 31% ritiene di sentire già le conseguenze economiche, il 26% si aspetta di avvertirle presto e il 42% ritiene i propri guadagni al sicuro.

 

 

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