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Protesta a Torino contro la complicità del Politecnico con Frontex

Oggi eravamo in presidio sotto il Politecnico , in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’eccellenza Torinese, per pretendere la cessazione immediata di ogni accordo tra Politecnico e Frontex.

Infatti ammonta a 4 milioni il bando vinto dall’ateneo con l’agenzia europea di guardia di frontiera e costiera, ben nota per i crimini che porta avanti sui confini europei.

Frontex si riconferma anche in queste ultime settimane come il cane da guardia dell’Unione Europea, che mentre si riempie la bocca di parole quali democrazia e pace, rafforza i suoi confini e la sua influenza, per il suo rafforzamento come attore globale,macchiandosi di sangue dei migranti.

Lo dimostrano, proprio in queste ore, le risposte che la Polonia sta dando a migliaia di profughi in fuga da quegli stessi paesi devastati dal colonialismo occidentale, che stanno per varcare dalla Bielorussa il confine polacco: lanci di lacrimogeni su donne e bambini, centinaia di carri armati già schierati a impedire il passaggio dei migranti e la minaccia di aggredire le frontiera per respingere con la violenza l’arrivo dei profughi nei territori dell’Unione.

A Varsavia, la città in cui Frontex ha la sua sede,il ministro degli esteri polacco, R.Sikorski ha ufficialmente chiesto alla NATO di dispiegare due squadre di combattimento di 5mila uomini a supporto delle forze locali. Da notare che la NATO ha appena mandato in Polonia già 950 soldati e 12 F-16 e altri 450 militari saranno mandati nei tre paesi baltici.

Questo è il volto dell’Unione Europea e non possiamo accettare che i suoi gendarmi di Frontex siglino accordi con i nostri atenei.

Continueremo a lottare fino alla cessazione di questi accordi, sui quali lo stesso Senato accademico del Politecnico ancora deve prendere definitivamente parola il 22 dicembre.

Proprio per questo, dal partecipato presidio di oggi, chiamiamo un’assemblea studentesca il 24 Novembre nell’Aula Occupata Anahita tra studenti universitari per continuare a costruire opposizione e promuovere momenti di confronto e informazione su Frontex e i suoi progetti al servizio dell’Unione Europea.

Vogliamo:

– la cessazione di ogni accordo criminale tra Frontex e le nostre università

– la trasparenza e la desecretazione di questi accordi i cui scopi non sono ad oggi resi pubblici e accessibili nemmeno agli stessi ricercatori, docenti e studenti che lavorano al progetto

– coloro che si rifiutano di lavorare a questo progetto non incorrano in provvedimenti disciplinari rischiando lo stipendio e il posto di lavoro per una questione politica che

chiama in causa il rifiuto di collaborare con chi nega sistematicamente i diritti umani lungo le frontiere.

 

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