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La crisi sanitaria di oggi viene da lontano

Per comprendere nonché rammentare maggiormente, ed in modo inequivocabile, quanto avviene nel nostro Paese e del perché il Governo Draghi e buona parte dei media dichiarano che si è giunti alla soglia dell’obbligatorietà del vaccino, necessita, in primo luogo, fare un salto indietro nel tempo.

Premesso che già nel 2003 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dopo l’epidemia dell’influenza aviaria, aveva raccomandato agli Stati di tutto il mondo di stilare un piano contro le pandemie, da tenersi costantemente aggiornato, come riportato sempre da fonti ufficiali, corre l’obbligo di ricordare che nel 2010 l’Italia elaborò un Piano Nazionale specifico, diramato susseguentemente all’interno delle Regioni, con linee guida circostanziate e protocolli per la sicurezza del personale sanitario, dei pazienti e della popolazione.

La successiva richiesta formulata del Parlamento Europeo , datata 2013, ai Paesi membri, di aggiornare i Piani Nazionali, ogni 3 anni e di renderne conto, fu elusa dai Governi succedutisi in Italia Va da se che lo Stato e le Regioni si sono trovati colpevolmente impreparati quando nel 2020 scoppiò la pandemia da covid 19.

Per contro, in questi stessi anni, si è assistito ad un progressivo taglio dei finanziamenti del Fondo Sanitario Nazionale pari a 37 miliardi di Euro. Questi tagli hanno prodotto l’ormai risaputo blocco delle assunzioni del personale sanitario, intendo in primis medici ed infermieri, arrivando al paradosso della non sostituzione di coloro i quali, nel corso degli anni sono andati legittimamente in pensione. Stiamo affrontando questi quasi 2 anni di pandemia con 45 mila medici e 75 mila infermieri in meno .

Ma ciò non basta!

Il Governo Draghi nella legge Finanziaria resa nota nelle settimane scorse, prevede per il triennio 22/24 una spesa complessiva di 375 milioni di Euro a cui vanno aggiunti le risorse economiche derivanti dalle quote ripartite del PNRR, ovvero 16 miliardi di Euro che rendono evidente che i tagli operati per la Sanità pubblica negli ultimi 10 anni equivalgono a circa 21 miliardi, a tutto vantaggio invece della Sanità Privata.

La realtà che si paventa quotidianamente nella Sanità Pubblica, da una parte all’altra della Penisola, da lunghi anni , ed amplificata a dismisura dalla pandemia, occorre ripeterlo, è questa: allungamento dei tempi delle liste d’attesa , mancanza di medici ( ormai in numero considerevole anche quelli di base) ed infermieri, rinvio di circa 10 milioni di visite specialistiche ( talune urgenti,i come quelle oncologiche) ed esami clinici, ecc.

Parallelamente nulla si è fatto in prospettiva immediata e futura, per ciò che riguarda la medicina territoriale ( stante le linee d’indirizzo di spesa delle risorse economiche del PNRR ricordando che la maggior parte delle risorse della missione 6 salute del PNRR è destinato ad “attrezzature, nuove tecnologie e digitalizzazione” (62%), il 30% alle strutture sanitarie e il restante 8% alla ricerca scientifica e alla formazione del personale sanitario) e la medicina preventiva, ovvero quella complessità di misure, di strutture, di professionalità ecc. atte ad attivare un deterrente primario per l’insorgere di qualsiasi danno alla salute.

A fronte di tutte queste inadempienze dei Governi e delle Regioni, e quindi dello Stato italiano, in tema di salute dei cittadini, Potere al Popolo ritiene che la discussione sulla eventuale introduzione dell’obbligo vaccinale è un “balletto mediatico” tra il Governo e le Regioni per distrarre l’attenzione dei cittadini da quello che è il vero nodo della crisi sanitaria di questi giorni(cioè la incipiente “quarta ondata”): la necessità di condurre a termine in tempi brevi la campagna di vaccinazione della 3° dose.

I vaccini anti covid 19 approvati dall’EMA e dall’AIFA in via emergenziale hanno dimostrato nei fatti di essere efficaci a ridurre la probabilità di contrarre il contagio e, ancor più, di contrarre la malattia in forma grave sino a morirne. Ma i vaccini non sono una garanzia assoluta, da soli non bastano: servono tamponi (gratuiti) per screening di massa, tracciamento e quarantena dei positivi, mascherine, distanziamento fisico e igienizzazione frequente delle mani.

Potere al Popolo sostiene ed appoggia attivamente la campagna internazionale per la liberalizzazione dei brevetti sui vaccini delle 4-5 multinazionali farmaceutiche che hanno sviluppato i vaccini con i soldi degli Stato.

Sospendendo i brevetti delle multinazionali farmaceutiche, i vaccini potrebbero essere prodotti su scala mondiale a prezzi accessibili a tutti gli Stati del mondo, non solo a quelli dei Paesi capitalistici (mentre Cina, Cuba, Russia e altri se li sono già prodotti in proprio).

Potere Al Popolo chiede anche l’estensione della validità a tutti quelli approvati dall’OMS, perché non è giusto che lavoratori stranieri vaccinati con immunizzanti diversi siano esclusi dal green pass, con conseguenti problemi per il posto di lavoro (vedi, ad esempio, le badanti est-europee vaccinate con lo Sputnik russo).

Mentre crescono di giorno in giorno i morti sul lavoro per l’aumento dei ritmi, macchinari obsoleti, insufficiente formazione professionale e rispetto delle misure di sicurezza nelle fabbriche e nei cantieri, Potere al Popolo ribadisce che la sicurezza sul lavoro deve riguardare anche il diritto a non infettarsi di covid e il dovere di non infettare, che non si operi ammassati e che gli strumenti di protezione individuale (dpi) siano a carico delle aziende, così come tamponi e tracciamenti, che il green pass sui luoghi di lavoro non sia l’alibi con cui i padroni si lavano le mani tenendo le aziende aperte come fecero nel marzo-aprile 2020.

Potere al Popolo sottolinea che, mentre le manifestazioni delle minoranze no Green Pass, venivano amplificate a dismisura dalla stampa e dalle TV per distrarre l’attenzione dalle crescenti misure antipopolari del governo Draghi, la stragrande maggioranza dei cittadini e cittadine italiani aveva già aderito alla campagna di vaccinazioni anti covid-19 in proporzione decisamente maggiore di tutti gli altri popoli europei, dimostrando di avere fiducia nell’efficacia e sicurezza dei vaccini e senso di responsabilità sociale.

Infine, Potere al Popolo sollecita l’Agenzia Italiana del Farmaco a sviluppare una propria autonoma valutazione, svincolata da quella dell’Agenzia Europea dei Medicinali, di tutti i vaccini autorizzati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (ad esempio: quelli di Cuba, Cina ed India e quello russo finalmente in via di esame) ai fini del loro riconoscimento per il Green Pass e per contrastare il monopolio di mercato di 4-5 multinazionali farmaceutiche che, dopo essere state foraggiate dall’UE e dagli USA per la ricerca, hanno visto i loro profitti salire alle stelle grazie alla produzione dei vaccini anti covid-19.

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