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25 Aprile  in TV: la cancellazione del popolo

Nella giornata di ieri, Festa della Liberazione dal nazifascismo, il popolo degli antifascisti ha riempito le piazze di tutta Italia,  strabordando da strade e marciapiedi, con parole d’ordine spesso radicali, come il “NO all’invio di armi in Ucraina”.

Ma di questa grande partecipazione collettiva non si è trovata traccia su nessun canale televisivo, e men che meno sulla RAI. Si è trattato evidentemente di una precisa volontà di cancellare il popolo, riservando la celebrazione di questa data alle istituzioni e ai partiti.

Abbiamo visto a ripetizione presidenti e leader di partito  deporre  corone di fiori  nei vari luoghi della memoria, sappiamo per filo e per segno chi è andato all’Altare della patria, chi è andato a Praga, chi alle Fosse Ardeatine e via cantando. Immagini riproposte fino allo sfinimento da tutti i TG e talk show.

Ma di dove stava il popolo, e di cosa dicesse o facesse il popolo nulla sappiamo!  Ne abbiamo visto solo qualche immagine sfocata, proiettata  come sfondo alle spalle del Tribuno di turno, mentre pontificava dai talk show. Personaggi mediocri che cercavano di farsi grandi utilizzando la grandezza della storia e degli eroi partigiani. Come fanno i vampiri.

Un’operazione davvero vergognosa, la cancellazione della voce sovrana, cioè del popolo, il sovra-dimensionamento di ‘piccoli’ uomini e partiti, la riduzione dell’antifascismo a dichiarazioni stentoree, lontane mille miglia dell’antifascismo militante,  che si concretizza anche nelle politiche di giustizia sociale, cosa che il 90% dei partiti CONTRASTA da sempre, e scientemente, a cominciare dal PD!

Dunque abbiamo visto una stucchevole parata, e una ancor più stucchevole querelle su chi è antifascista per auto dichiarazione e su chi non lo è, ma si trincera dietro una  colpevole reticenza.

Per chi  utilizza la grande storia partigiana e comunista per rivitalizzare la propria formazione politica, finta e collusa,  diciamo che avere il manifesto  del Quarto Stato sulla parete  non è sufficiente!

Antifascismo oggi è pace e giustizia sociale, e non inviare armi  incessantemente ad un paese in guerra o distruggere tutte le conquiste dei lavoratori, oggi, con un governo di destra,  e ieri con tutti i governi di finta sinistra.

La foto è di Patrizia Cortellessa

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1 Commento


  • Mara

    Che dire di una sinistra che nei titoli si professa antifascista ma nei fatti sostiene con le armi i rimasugli dei regimi nazifascisti.

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