Il Primo Maggio di lotta a Napoli è stata una lunga e piacevole giornata. Iniziato alle 10.00 con la manifestazione a Porta Capuana dell’Unione Sindacale di Base. Un caldo terribile da estate anticipata che ha messo a dura prova i partecipanti . Vanno a ruba i cappellini rossi con il logo Usb. C’è un camion che funge da palco e da lì si alternano gli interventi. Una folla nutrita ad ascoltare, tante lavoratrici e lavoratori ovviamente ma anche tanti giovani e tanti studenti . Per lo più sono i ragazzi di Osa, giovani dell’organizzazione giovanile comunista Cambiare Rotta e gli attivisti del centro sociale napoletano Je so Pazzo .
Tanti gli interventi di rilievo, faremo sicuramente torto immotivato verso alcuni non menzionandoli, ma ci preme sottolineare, per motivi assolutamente contingenti alcuni particolari interventi .
E’ il caso del delegato della Jabil, la multinazionale americana dell’elettronica, con sito a Marcianise in provincia di Caserta, che a gennaio 2025 ha avviato la procedura di licenziamento per ben 413 dipendenti. Un’ecatombe sociale in un territorio già fortemente colpito dalla disoccupazione.
Da lì a poco i lavoratori hanno mollato i sindacati della Triplice, colpevoli ai loro occhi di scarsa resistenza ed eccessiva accondiscendenza verso le decisioni aziendali. Si sono così affidati all’Usb e da allora sono iniziate le vere lotte. Blocchi stradali, picchetti e scioperi che hanno creato grande difficoltà alla Company statunitense .
Da segnalare l’intervento del delegato dei camionisti organizzatisi attraverso l’Usb. Una categoria di solito vituperata nel mondo della sinistra, in quanto accusata di eccessivo corporativismo, ma che pure ha al suo interno lavoratori salariati sottoposti spessissimo a condizioni inaccettabili di lavoro per permettere alle merci di spostarsi rapidamente da una parte all’altra dei paesi d’Europa .
L’intervento che ha toccato il cuore e qualsiasi corda emotiva accessibile ai nostri pensieri è stato quello della madre di Patrizio Spasiano il giovane di 19 anni di Secondigliano, morto anzi ucciso da una fuoriuscita di ammoniaca durante un tirocinio in uno stabilimento a Gricignano d’Aversa. Non si può morire così e non si può permettere che una madre provi tanto dolore .

Per un figlio che semplicemente cercava una occupazione nel mondo del lavoro. Ma l’avidità imprenditoriale fa si che si trascurino le più elementari norme di sicurezza, di umanità. In nome del maledetto profitto. E’ difficile trattenere le lacrime mentre racconta di quando ha accompagnato personalmente , insieme al marito, il figlio all’Impresa . Contenta che il ragazzo volesse trovare un’occupazione e rendersi economicamente indipendente . Gli avevano dato ampie assicurazioni gli amministratori del sito aziendale. Non si preoccupi Signora, imparerà il mestiere di saldatore e sarà pronto per il mercato del lavoro. E invece glielo hanno ammazzato. In una maniera talmente crudele da rendere addirittura difficile identificare il corpo per quanto era stato sfigurato. L’ennesima vergogna italiana. L’ennesimo morto sul lavoro.
La madre di Patrizio sa che non otterrà mai vera giustizia dallo stato e dalle istituzioni, ma vuole che suo figlio diventi un monito, un simbolo. Del malaffare del mondo del lavoro. Vuole che altri giovani sappiano che per un tirocinio in fabbrica si può morire . In una Repubblica fondata sul lavoro.
C’è stato poi l’intervento di Gessica del Civico 7, uno spazio sociale vicino al Museo Mann e attiguo alla Galleria Principe di Napoli , sottoposto ai progetti di privatizzazione dopo il famigerato “ Patto per Napoli” stipulato dal sindaco Pd Manfredi con l’allora premier Draghi, riporta la città della svendita degli spazi e della turistificazione selvaggia al centro del discorso. Napoli è sempre meno una città vivibile per i propri abitanti.
Il lavoro quando c’è è precario e sottopagato, con diritti limitati , le case hanno raggiunto prezzi altissimi di affitto, i turisti portano maggiori guadagni e allora sfratti come a piovere e si fa fatica a capire quanti reali benefici abbia portato il settore turistico e quanti danni concreti invece stia creando ai residenti. Qualcuno si arricchisce in maniera esagerata e la rendita parassitaria immobiliare avanza .
Giuliano Granato, portavoce della formazione politica Potere al Popolo, ha preso la parola con un intervento da vero leader sindacale. Di classe nel senso vero e proprio di classe sociale di appartenenza . Ci tiene a rimarcarla . I “nostri”, il nostro popolo, è quello che si sbatte ogni giorno in questa società di merda per rendere la propria vita la più dignitosa possibile, con il lavoro, con l’impegno. La società non esiste senza lavoratrici e i lavoratori, è solo un’astrazione priva di senso. Le strade, i porti, le ferrovie, gli uffici, la produzione di merci vanno avanti solo perché esistono le lavoratrici e i lavoratori. Sono i lavoratori il motore della società ed è ora che ritornino a rimarcare con forza questa ovvietà. Di manager e super professionisti la società può fare benissimo a meno, ma dei lavoratori no, loro sono indispensabili.
A chiudere la manifestazione l’intervento di Guido Lutrario, dirigente nazionale dell’Usb . Scherza sulla resistenza dei partecipanti a un caldo così torrido ma poi elenca le problematiche che una organizzazione sindacale di base è costretta ad affrontare in questo versante storico. Venti di guerra e progetti di rimodellamento del mondo del lavoro a livelli sempre più bassi. Cita i dati del Cnel, organo istituzionale sicuramente non sospettabile di radicalismo, che imputa l’aumento ( risibile) dei posti di lavoro in Italia, al fatto che il lavoro ormai costa sempre meno. La mancanza di qualsiasi controllo e leggi che in questi anni si sono succedute, tutte ad abbassare il costo del lavoro che consiste principalmente sul contenere i salari . Tagli fiscali e contributivi per le aziende e per i lavoratori invece il niente di niente a parte qualche bonus governativo una tantum .
Al termine della manifestazione si è passati ad un pranzo sociale al vicino Centro Sociale Carlo Giuliani, sede storica del mitico Movimento dei Bros di Napoli e ora lavoratori a pieno regime per la Regione Campania con compiti di riassesto del territorio e delle strade viarie . Anche loro hanno scelto l’Usb per difendere i propri diritti.
Qui l’atmosfera diventa conviviale e rilassata, è pur sempre un giorno di festa. E allora vai con la pasta alla siciliana e col vino di Benevento . Con la musica di Michele D’Apuzzo e il suo gruppo di vesuviani pronti ad eseguire i canti dei briganti meridionali e delle melodie tradizionali napoletane . Si sta troppo bene e si vorrebbe ancora stare lì a chiacchierare coi compagni e con gli amici, tra una salsiccia alla brace e una disquisizione qualunque ma alle 16 vi è la Passeggiata Rumorosa organizzata da Potere al Popolo tra le vie del centro antico di Napoli, tra Decumani e Spaccanapoli.
La location non è scelta a caso. Il centro greco-romano di Napoli è oramai il regno della turistificazione . Nei loro 2500 anni di storia probabilmente questi luoghi non hanno mai avuto una così ingente massa ad attraversarli . Una marea quotidiana che genera posti di lavoro, e questa sarebbe la cosa bella, peccato però che però sono lavori di natura semi schiavistica . Piccoli imprenditori che si contendono il mercato turistico vessando i propri dipendenti oltre ogni limite. Non vi sono ferie, non vi è il pagamento della malattia, la maternità neanche è considerata, se sei incinta perdi il lavoro e basta . Questo è il comparto turistico . Un mondo senza regole dove i maggiori beneficiari sono i grandi gruppi immobiliari e le agenzie di booking. Tutti gli altri a scalare. I lavoratori all’ultimo posto.
La giornata finisce in piazza San Domenico tra lo sguardo curioso ed incredulo dei turisti e la voglia di continuare a lottare . Questo Primo Maggio non sarà passato invano. C’è ancora troppo da fare .
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa
