Erano tantissime e tantissimi le persone, gli attivisti, i curiosi che ieri hanno riempito ben due sale del Nuovo Cinema Aquila di Roma per poter seguire l’assemblea nazionale “Cambiamo tutto” convocata da Potere al Popolo.
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Dai circa venticinque interventi è emersa con forza sia la necessità che la determinazione e la volontà di costruire un blocco politico e sociale autonomo e indipendente verso le elezioni del 2027. E che questo sia la forza per una reale alternativa alle politiche del governo, delle finte opposizioni, dell’Unione Europea e della NATO. Una dichiarazione senza infingimenti e furberie ma politicamente chiara sin da subito.

Tra le sollecitazioni della relazione introduttiva di Marta Collot e le sottolineature dell’intervento conclusivo di Giuliano Granato, tanti interventi, hanno ribadito chiaramente che oggi è necessario costruire una opposizione alle ambiguità di una classe politica inadeguata e guerrafondaia, che da tempo ha abbandonato gli interessi popolari e silente o complice di fronte al genocidio il Palestina perpetrato dallo Stato Terrorista d’Israele con il supporto dell’Occidente. Per riaffermare quest’ultimo punto con forza sono intervenuti Maya Issa degli studenti palestinesi e Bassam Saleh.
I contributi di Usb (Guido Lutrario) e dei portuali genovesi (Josè Nivoi) hanno ricostruito il nesso tra le straordinarie mobilitazioni sindacali e popolari delle ultime settimane e la necessità di un loro sbocco politico generale. Lutrario ha annunciato lo sciopero generale convocato da Usb per il 28 novembre prossimo e proposto una manifestazione nazionale contro il governo per il giorno successivo.
Sia nella proposta di “manifesto politico” per un blocco politico/sociale indipendente che in alcuni interventi come quello di Giorgio Cremaschi, è stato evocato apertamente il richiamo al socialismo come prospettiva politica. E’ un salto di qualità.
Paolo Di Vetta, denunciando le cariche della polizia il giorno prima contro la manifestazione per la Palestina a Roma ha invitato ad assumersi la responsabilità della continuità della mobilitazione verso gli apparati israeliani che agiscono nel nostro paese. Per il prossimo 16 novembre è prevista una assemblea nazionale che faccia un pò la sintesi delle “cento assemblee” che dopo le “cento piazze” stanno svolgendo questo ruolo.
Ma anche sul processo e le alleanze da costruire sono venuti contributi e proposte. Potere al Popolo ha proposto un “patto di consultazione permanente” da avviare già nelle prossime settimane con le realtà interessate a costruirlo. Sul come è stato esemplificativo l’intervento di Vito Scalisi dell’Arci-Roma quando ha spiegato che le alleanze sono avvenute sul campo e non a tavolino, un processo che si è dato nei conflitti sociali nei territori come nella mobilitazione sulla Palestina. “Ci siamo uniti sulle pratiche, sulle cose da fare, sullo scendere in piazza, non sulle appartenenze”.
E’ un segnale importante che arriva da un universo di associazionismo che ha spesso mantenuto, magari a macchia di leopardo sui territori, un ruolo rilevante di coesione e impegno sociale. Ma che sempre più spesso non si ritrova più nel fare da “cinghia di trasmissione” per un centrosinistra che in nulla corrisponde ai valori fatti vivere in queste associazioni.
Dunque un “manifesto politico” per un blocco politico e sociale indipendente e un percorso di costruzione delle alleanze necessarie per farlo saranno sul tavolo già dalle prossime settimane, e provare così a “cambiare tutto”.
Le foto che seguono sono di Patrizia Cortellessa



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Petrillo Angelina
Ben venga questa voce che parla finalmente di giustizia, di pace e di indipendenza senza veli mistificatori e inganni intellettuali.
Roberto Corsi
Sono con voi, compagne e compagni !!!!