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Kiev, Gaza… e la cupola d’Occidente

Dopo la sedicente “operazione antiterrorismo” portata a termine, in realtà, contro organizzazioni di solidarietà palestinesi in Italia, con l’alibi del finanziamento ad Hamas e su esplicita indicazione israeliana, siamo entrati ufficialmente in una nuova fase delle post-democrazie occidentali.

Non possiamo definirle neanche più “democrature“, prendendo a misura l’esautoramento dei parlamenti nazionali. Somigliano ormai alla realizzazione plastica di una vera e propria organizzazione di stampo mafioso, con ai vertici della Cupola occidentale istituzioni statuali e attori finanziari capaci di esercitare un racket violento, intimidatorio e corruttore nei confronti di governi, partiti, soggetti e personaggi politici: comprati, minacciati, intimiditi.

E soprattutto le cui Costituzioni diventano carta straccia per direttiva degli organismi sovranazionali. Quella Cupola cui accennavamo poc’anzi formata da banche, fondi di investimento, comitati d’affari, istituzioni finanziarie: Fondo Monetario, Banca Mondiale, Agenzie di Rating, ecc.

Ad ogni modo, a proposito degli arresti in Italia, andrebbe ricordato che Hamas ha vinto le elezioni nel 2006. Non si è più votato, dopo, tra un’offensiva israeliana e l’altra. Ma neanche a Kiev, dove il presidente è scaduto da un anno e mezzo e tutti i partiti di opposizione sono stati messi fuori legge. Usando i criteri occidentali, insomma, si potrebbe dire che c’è un partito legittimo e democraticamente eletto al governo di Gaza.

Oggi poi, è senza alcuna possibilità di smentita, il principale attore della legittima resistenza palestinese sul campo. Resistenza e lotta armata peraltro riconosciute dall’Onu quale diritto di tuti i popoli oppressi. Così come, secondo i principi del sistema liberale, le libere elezioni dovrebbero essere anche inviolabili. Ma sappiamo bene da sempre come non sia così.

Come scriveva Hobsbawm del resto: «Si potrà osservare – e questa idea è sempre presente nella teoria marxiana sullo Stato, sebbene quasi mai in posizione dominante – che nella società civile, la quale come tale comincia a svilupparsi con la borghesia, una delle funzioni dello Stato consiste nel regolare il conflitto tra l’interesse privato dei singoli borghesi e quello pubblico del sistema.

La repubblica parlamentare, da una parte ispirandosi idealmente alla sovranità popolare, offre alle classi oppresse la possibilità di dare rappresentanza politica alle proprie rivendicazioni sociali; tuttavia, compattando la borghesia soprattutto di fronte allo svilupparsi dei conflitti sociali, gli offre la possibilità di utilizzare – come denunciava Marx – il potere del proprio Stato senza riguardi e con ostentazione, come strumento pubblico di guerra del Capitale contro il Lavoro».

A suffragio di tale tesi, negli ultimi anni l’Occidente demo-liberale, nei fatti reazionario, ha preso l’abitudine di contestare e ribaltare sistematicamente quei governi democraticamente eletti (come sin dagli anni ’60 in mezzo mondo: Vietnam, Cuba, Cile, Argentina, Indonesia) che non si allineano ai propri diktat.

Inoltre sostiene e foraggia, viceversa, persino stati e organizzazioni dichiaratamente naziste o palesemente dittatoriali o tiranniche. Come l’Ucraina, il Sionismo israeliano, la monarchia Saudita ecc.

Accusando a propria discrezione e arbitriariamente di terrorismo chiunque non si lasci convincere ad adottare il nostro “magnifico” sistema di potere. Iniquo, classista, razzista, imperialista. E, appunto, simil-mafioso.

Fatte queste premesse, potremmo aspettarci ora gli arresti in Italia di tutti coloro che, con libertà di pensiero e di critica, non si lascino convincere che sostenere la cosiddetta resistenza ucro-nazista sia vitale per la nostra sicurezza.

E soprattutto che mandare 90 miliardi ad un corrotto cocainomane fascista sia necessario al punto da tagliare lo Stato Sociale e affamare le nostre popolazioni. Solo perché la Nato si possa espandere ancora ad Est e minacciare la Russia e poi chissà chi altro. Ma soprattutto per ristrutturare in senso militare un assetto economico-industriale europeo ampiamente fallito.

Chi non si renda conto, a questo punto, che tra il conflitto in Ucraina e il Genocidio a Gaza commesso dall’entità sionista c’è una relazione profonda, o è un cretino o è in malafede. Oppure è un “asset” di Netanyahu e Zelenskij. Tanto per parafrasare l’impagabile Calenda.

Una relazione profonda sviluppata sul piano geostrategico e degli interessi economici, commerciali e industriali a livello globale. Con un drastico cambio di rotta sistemico e virata a destra degli “Stati Nazionali” europei e dell’intero Occidente euroatlantico.

Peraltro in un passaggio epocale – come accennavamo in precedenza – in cui gli organi repressivi dello Stato vengono utilizzati alla stregua dei bravi di Don Rodrigo e dell’Inquisizione torquemadista.

Rileggersi a tal proposito Sorvegliare e Punire, o anche Microfisica del Potere di Foucault, non sarebbe male.

Ad ogni buon conto, noi non smetteremo certo di denunciare e combattere contro la torsione autoritaria in atto nel nostro Paese. A favore del diritto internazionale dei popoli oppressi, contro le manovre e le menzogne mafiose dell’Unione Europea e della Nato e svelando la manomissione culturale e la cancellazione del pensiero critico che i ceti dominanti vorrebbero portare a termine

Viva la Resistenza palestinese! Mohammad Hannoun libero! Viva il pensiero critico e divergente!

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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1 Commento


  • Anna M.

    Assolutamente d’accordo. È quello che vado dicendo da tempo

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