E’ partita immediatamente l’agitazione studentesca nelle scuole per il Venezuela e la liberazione di Maduro con decine di azioni negli istituti di tutta Italia, con buona pace di Valditara e della guerra cognitiva contro i e le giovani per farli arruolare dalla parte dell’imperialismo occidentale.
Dal Nord al Sud del paese, gli studenti dell’OSA si sono dati appuntamento fuori i propri istituti per azioni politiche contro l’imperialismo USA, nel giorno in cui rientrano 7 milioni di studenti fra i banchi dopo la pausa natalizia.
L’inizio di gennaio è stato funestato dall’attacco armato americano contro il Venezuela il 3 gennaio e dal sequestro del suo legittimo presidente Nicolas Maduro e la “primera dama combatiente” Cilita Flores ma gli studenti e le studentesse di OSA si sono rimboccati le maniche, organizzandosi in questi giorni per mandare un segnale dalle scuole.
Al grido di “Giù le mani dal Venezuela – Per l’imperialismo occidentale non ci arruoliamo” gli studenti e le studentesse hanno solidarizzato con il popolo venezuelano e i loro coetanei nella patria di Chavez e Bolivar, sotto attacco dall’imperialismo marcio e neocolonialista targato USA, di cui sono state bruciate le bandiere.
C’è una pesante guerra cognitiva fatta a colpi di fake news, per arruolare mentalmente gli studenti sul fronte occidentale. “Maduro narcos”, “Venezuela dittatura”, “venezuelani felici dell’attacco” sono alcune delle balle fatte raccontate ai giovani che però si sciolgono come neve al sole dopo i primi interventi e volantinaggi.
E’ una battaglia lunga che si vince se ci si organizza scuola per scuola, città per città. Il popolo chavista che a milioni presidia le strade del Venezuela da questo punto di vista è maestro, ora dobbiamo farlo in Italia, contro il governo Meloni e la sua complicità.
Qui di seguito riportiamo il comunicato sulla giornata di OSA.
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RIAPERTURA SCUOLE. AZIONI PER IL VENEZUELA E LA LIBERAZIONE DI MADURO IN TUTTA ITALIA, BRUCIATE BANDIERE USA, 10 GENNAIO MANIFESTAZIONI IN TUTTO IL PAESE
Parte l’agitazione studentesca nelle scuole per il Venezuela e la liberazione di Maduro con decine di azioni nelle scuole di tutta Italia, con buona pace di Valditara e della guerra cognitiva contro i e le giovani per farli arruolare dalla parte dell’imperialismo occidentale. Dal Nord al Sud del paese, i militanti dell’OSA si sono dati appuntamento fuori i propri istituti per azioni politiche contro l’imperialismo USA, nel giorno in cui rientrano 7 milioni di studenti fra i banchi dopo la pausa natalizia.
L’inizio di gennaio è stato funestato dall’attacco armato americano contro il Venezuela il 3 gennaio e dal sequestro del suo legittimo presidente Nicolas Maduro e la “primera dama combatiente” Cilita Flores ma gli studenti e le studentesse di OSA si sono rimboccati le maniche, organizzandosi in questi giorni per mandare un segnale dalle scuole.
Al grido di “Giù le mani dal Venezuela – Per l’imperialismo occidentale non ci arruoliamo” gli studenti e le studentesse hanno solidarizzato con il popolo venezuelano e i loro coetanei nella patria di Chavez e Bolivar, sotto attacco dall’imperialismo marcio e neocolonialista targato USA, di cui sono state bruciate le bandiere.
C’è una pesante guerra cognitiva fatta a colpi di fake news, per arruolare mentalmente gli studenti per il fronte occidentale. “Maduro narcos”, “Venezuela dittatura”, “popolo venezuelano che esulta” sono alcune delle balle raccontate ai giovani che però si sciolgono come neve al sole dopo i primi interventi e volantinaggi. E’ una battaglia lunga che si vince se ci si organizza scuola per scuola, città per città. Il popolo chavista che a milioni presidia le strade del Venezuela da questo punto di vista è maestro, ora dobbiamo farlo in Italia, contro il governo Meloni e la sua complicità.
L’agitazione procede nei prossimi giorni, con azioni nelle scuole di tutta Italia che sono in pesante difficoltà fra chiusure, guasti e allagamenti dopo i giorni di pioggia e neve. Gli istituti crollano a pezzi e questo è un buon motivo in più per opporsi alla spirale di spese militari in cui si trova il paese con il Governo Meloni, che manda armi in Ucraina, aumenta i soldi per il riarmo, e sul fronte istruzione non ha trovato niente di meglio da fare che dare ulteriori fondi alle scuole private.
Lotta per il Venezuela e per una nuova scuola pubblica vanno insieme contro lo stesso nemico: l’imperialismo occidentale. Ci trascinano in guerra e vogliono arruolarci, “mentalmente” ma anche fisicamente con la leva militare. Non ci arruoliamo. I prossimi appuntamenti su cui rilanciano gli studenti sono l’iniziativa di venerdì 9 sulla storia della rivoluzione bolivariana (a Roma, ma trasmessa online e proiettata in tutta Italia) e i cortei del 10 gennaio per il Venezuela.






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