E’ venuta crescendo la mobilitazione contro il brutale raid militare statunitense contro il Venezuela e il rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro e della sua compagna di vita Cilia Flores.
Nonostante un clima politico a livello istituzionale e mediatico di totale allineamento all’arroganza dell’amministrazione Trump – atteggiamento già visto di fronte al genocidio dei palestinesi da parte di Israele – il coraggio politico di numerose soggettività politiche, sociali e sindacali ha reso possibile per oggi una giornata nazionale di mobilitazione in una trentina di città italiane, almeno secondo quanto pervenuto fino ad ora.
Un risultato che non appariva affatto scontato ma che non è stato certo inficiato dalla “codardia politica” di quelle forze che anche in questo contesto si rifugiano nell’equidistanza e in una simmetria impossibile tra l’esperienza bolivariana del Venezuela e la manifesta aggressività imperialista.
In molte città sono previsti cortei, in altre dei presidi in piazza. A Roma si marcerà fino all’ambasciata USA, mentre a Gaeta un corteo si dirigerà alla locale base della marina militare statunitense.
Con lo slogan “Giù le mani dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela. Fermare l’imperialismo Usa e il sionismo, Libertà per Nicolás Maduro e Cilia Flores”, le piazze delle principali città ed anche di quelle più piccole, vedranno scendere in piazza migliaia di persone che non hanno esitato a condannare il terrorismo di Stato statunitense che ha colpito la Repubblica Bolivariana del Venezuela e rapito il legittimo presidente Nicolas Maduro e Cilia Flores.
Nelle mobilitazioni di oggi è ben leggibile la continuità con quelle sulla Palestina dei mesi scorsi. I promotori scrivono infatti che “Scendiamo in piazza per dimostrare la nostra solidarietà internazionalista al Venezuela, contro l’imperialismo Usa e i governi, come quello Meloni, che appoggiano il genocidio sionista in Palestina e l’aggressività degli Stati Uniti e il recupero colonialista della dottrina Monroe in America Latina”.
Nelle manifestazioni di oggi saranno presenti organizzazioni politiche come Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Rete dei Comunisti, Patria Socialista, Fronte Comunista ma anche sindacati come l’Usb e la Cub o organizzazioni studentesche come Osa e Cambiare Rotta.
Significativa la partecipazione di molte associazioni di latinoamericani presenti in Italia ma anche delle realtà palestinesi come il Movimento degli Studenti Palestinesi, l’Udap e le Comunità palestinesi in Italia. Una dimostrazione di internazionalismo di cui si sente un potente bisogno in questi tempi di guerre, genocidi e aggressioni imperialiste.
Qui sotto l’elenco degli appuntamenti per le manifestazioni di oggi pomeriggio:
Roma, ore 15.00 Piazza Esquilino, corteo fino all’Ambasciata USA
Milano, ore 14.00 corteo con partenza da via Giacosa
Brescia, alle ore 15.00 alla Metro San Faustino
Torino, ore 15.00 corteo da Piazza Carignano
Venezia, ore 11.00 appuntamento regionale a Campo San Geremia
Bologna, ore 15.00, corteo, partenza da Piazza XX Settembre
Piacenza, ore 16.00 Piazzetta San Francesco
Reggio Emilia, ore 15.00 a Piazza Del Monte
Modena, ore 15.00 a Piazza Matteotti
Rimini, ore 16.00 all’Arco di Augusto
Ravenna, ore 15.00 a Porta Adriana
Imola ore 17.30 in Piazza Matteotti
Faenza, ore 15.00 a Piazza del Popolo
Genova, ore 16.00 corteo da Piazza Caricamento
Pisa, ore 17.00 corteo da piazza XX Settembre
Firenze, ore 15.00 in Piazza San Marco
Siena, ore 11.00 appuntamento a Piazza Tolomei
Lucca, ore 17.00 Piazza San Michele
Perugia, ore 18.00 a Piazza Italia
Ancona, ore 18.00 a Piazza Plebiscito
Bari, ore 16.00 corteo da Piazza Umberto
Lecce, ore 17.00 P.ta Rudiae
Brindisi, ore 16.00 Piazza Vittoria
Barletta, ore 17.30 Piazza Prefettura
Gaeta (LT), ore 17.00 Piazza 5 febbraio 1861, corteo fino alla base USA
Napoli, ore 10.00 assemblea pubblica (c/o Usb Centro Direzionale, via G. Porzio 4)
Catanzaro, alle ore 18.00 presidio in Piazzetta della Libertà
Potenza, ore 18.00 Piazza Matteotti
Cagliari, ore 18.00 in Via Roma, corteo fino a Piazza Yenne
Palermo, ore 15.00 Moltivolti, via GM Puglia 21
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Daniele Tamburlini
al neo-darwinismo politico-sociale di Trump e compagnia (la legge del più forte) la logica replica non può essere che “guevarista”, ma aggiornata ai tempi: una guerriglia “ibrida” (termine che va molto di moda…), flessibile ed elastica; come conviene quando i rapporti di forza sono violentemente asimmetrici.