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Tornano le leggi razziali. Schedatura degli studenti palestinesi

Torna l’orrore del 1938…

In Italia il governo ha ordinato di schedare gli studenti in base all’appartenenza etnica.

Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione del governo Meloni, ha fatto diramare delle circolari con l’obbligo di segnalare i PALESTINESI nelle scuole della Repubblica. È una disposizione razzista che segue e prepara altri orrori e che conferma che l’antisemitismo di oggi è la persecuzione dei palestinesi. Che viene da autorità già complici del genocidio di Israele a Gaza.

Ciò che più sconvolge è che il razzismo di Stato si svolga con la formalità della burocrazia, la banalità del male come scrisse Hannah Arendt.

Sergio Mattarella, Presidente di una Repubblica nata dalla sconfitta del nazifascismo non ha nulla da dire?

Disubbidire alle circolari infami, denunciarne gli autori, cacciare questo ministro razzista e il suo governo. La USB ha già chiamato la scuola al ripudio di questo atto incostituzionale. Ribelliamoci in tutti i modi prima che sia troppo tardi.

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L’USB Scuola di Roma ha denunciato in un comunicato la gravissima nota emanata dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – Ambito territoriale di Roma, su indicazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che richiede alle istituzioni scolastiche la rilevazione degli alunni e delle alunne palestinesi iscritti per l’anno scolastico 2025/2026.

La nota ministeriale non chiarisce in alcun modo le finalità di questa indagine, non ne specifica il fondamento normativo né il motivo per cui tale rilevazione venga effettuata esclusivamente nei confronti degli studenti palestinesi. Un’operazione opaca, discriminatoria e pericolosa, che viola i principi costituzionali di uguaglianza e tutela dei minori e tradisce il ruolo inclusivo che la scuola dovrebbe svolgere.

Siamo di fronte a un atto inaccettabile, che introduce una vera e propria schedatura su base etnica e nazionale all’interno della scuola pubblica statale. È la ghettizzazione dei bambini e delle bambine palestinesi, già vittime di una violenza sistematica nei loro territori ad opera dello Stato di Israele”.

È gravissimo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito utilizzi le scuole come strumento di controllo e classificazione, anziché come luoghi di accoglienza, emancipazione e solidarietà.

Ancora una volta assistiamo a una scuola piegata a logiche securitarie e politiche, lontane anni luce dalla tutela dei diritti dell’infanzia e dall’interesse educativo” scrive USB in un comunicato.

Anche la Flc-Cgil si è detta allarmata da questa circolare: “Riteniamo infatti del tutto inaccettabile che la rilevazione non contenga nessuna motivazione alla base della richiesta di dati che peraltro dovrebbero essere in possesso del MIM e quand’anche lo scopo fosse il monitoraggio delle azioni di inserimento, non può essere questa la modalità che assume caratteri evidentemente discriminatori. La Flc Cgil denuncia come fatto gravissimo che la stessa sia di fatto basata su informazioni riguardanti l’identità nazionale dei soli alunni palestinesi che evidentemente assume i contorni di una sorta di schedatura non in linea con i principi costituzionali”.

USB Scuola denuncia da tempo il processo di normalizzazione della discriminazione e di subordinazione della scuola pubblica statale a scelte politiche che nulla hanno a che fare con la didattica, con la crescita e l’emancipazione dei giovani. Questa nota rappresenta un ulteriore, inquietante passo in questa direzione.

Chiediamo l’immediato ritiro della nota, il chiarimento pubblico delle sue finalità e il rispetto delle prerogative della scuola pubblica statale, che non può e non deve diventare un luogo di schedatura etnica né tantomeno di complicità silenziosa con le ingiustizie e i crimini che colpiscono i popoli oppressi“, denuncia l’USB. “La scuola deve educare alla pace, alla solidarietà e alla convivenza, non alla discriminazione.
Ora cosa ci dobbiamo aspettare? Liste di proscrizione nelle aule scolastiche“?

USB Scuola annuncia che non resterà in silenzio e di volere immediata chiarezza su questa vicenda.

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AGGIORNAMENTO. Pubblichiamo il comunicato congiunto di USB Scuola e OSA sugli sviluppi della vicenda:

CENSIMENTO PALESTINESI, OLTRE AL GENOCIDIO LA SCHEDATURA? VOGLIAMO RISPOSTE, FUORI IL SIONISMO DALLA SCUOLA PUBBLICA
Presidio all’USR Lazio (via Frangipane) – Lunedì 19 gennaio, H17:00 – Comunicato stampa congiunto di USB Scuola e OSA

Non bastava il genocidio mai interrotto del proprio popolo, adesso i palestinesi in Italia devono subire anche la schedatura dello Stato. Non sappiamo come altro definire il censimento degli studenti palestinesi richiesto dall’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio alle scuole della regione: la circolare pervenutaci dell’USR parla esplicitamente di “indagine” richiesta dal Mim, cioè dal Ministro Valditara, che quindi sta presumibilmente avvenendo anche in altre regioni.

Gli obbiettivi non sono indicati e questo conferma la natura inquietante di questa pericolosa operazione che avviene in un paese ormai asservito a Israele. Il sionismo detta legge in Italia, letteralmente, come dimostrano i Ddl Gasparri e Delrio che equiparano l’antisionismo all’antisemitismo, o le persecuzioni repressive e legali contro i solidali con la Palestina. Chi vuole sapere dove sono i palestinesi in Italia?

L’USR Lazio e Valditara devono dare risposte su questo censimento inquietante e ritirare ogni misura discriminatoria e repressiva verso i palestinesi e chi è solidale con la lotta di un popolo sotto le bombe di Israele da decenni. Le scuole non possono essere strumenti di controllo dei palestinesi né succubi del sionismo.

Avevamo d’altronde già visto i sondaggi sulla guerra rivolti dall’Agia a quattromila studenti, che evidentemente sono “osservati speciali” da questo Governo, che vuole garantirsi la pace sociale di fronte alle politiche belliciste e antipopolari che vara. Vogliamo poter parlare di Palestina nelle nostre scuole e non vedere corsi formativi e assemblee di istituto negati, come sempre più spesso accade. I contenuti e i metodi antidemocratici e razzisti del sionismo non possono entrare nella scuola pubblica statale, democratica, antifascista, antirazzista.

La scuola ha dimostrato negli scioperi generali del 22 settembre e del 3 ottobre che è con la Palestina. La nuova scuola pubblica per cui lottiamo è di pace e internazionalista. Palestina libera!

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1 Commento


  • Marcello Gidoni

    Assieme al nuovo decreto sicurezza ora anche la schedatura degli studenti palestinesi!
    L’Italia sta diventando sempre più uno stato razzista e poliziesco!
    Fra poco sentiremo bussare alla porta alle 5 del mattino e ci diranno la frase fatidica: Aprite Polizia!

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