La fase storica che stiamo attraversando vede agire pesantemente due fattori complementari sulle prospettive del conflitto di classe nel nostro paese e nelle relazioni internazionali: la velocizzazione dei processi e la politicizzazione delle contraddizioni.
Come devono interagire con questo cambio di passo i comunisti e le forze di classe che evocano una alternativa sistemica? E’ questo il tema di confronto intorno a cui ruoterà il Forum “Dalle piazze all’alternativa” organizzato a Roma per sabato 24 gennaio dalla Rete dei Comunisti.
Questo forum, come gli ultimi dedicati a “Il Giardino e la Jungla” e all’”Elogio del Comunismo del Novecento“, ha l’ambizione di approfondire la discussione a partire da un dato comune che tutti hanno potuto registrare negli ultimi mesi: negli scioperi generali “politici” del 22 settembre, del 3 ottobre e del 28 novembre scorsi così come nelle grandi manifestazioni di questi mesi, migliaia di lavoratrici, lavoratori, studenti hanno scioperato convintamente ma lo hanno fatto con numeri superiori agli scioperi sindacali su questioni sociali anche fondamentali.
“Il fatto che uno sciopero chiaramente “politico” come il ripudio del genocidio dei palestinesi e il sostegno alla Global Sumud Flotilla sia stato una leva mobilitante superiore rispetto agli scioperi vertenziali, è un fattore che merita di essere approfondito e discusso” scrive il documento di presentazione del Forum del 24 gennaio.
Secondo la Rete dei Comunisti negli ultimi decenni la fine di ogni mediazione, sociale, sindacale, politica, ha prodotto un processo di politicizzazione delle contraddizioni e dei conflitti. “Di fronte al muro alzato delle classi dominanti, la reazione “politica” ha ripreso il sopravvento rispetto alla sua dimensione sociale e vertenziale affossata a tutti i livelli con la collaborazione attiva della sinistra e dei sindacati complici”.
Il ripudio del genocidio del popolo palestinese e l’indignazione diffusa per la complicità dei governi occidentali con il genocidio stesso, ha innescato un detonatore tutto politico che è diventato senso comune tra amplissimi strati della popolazione di tutte le età.
Negli ultimi tre anni la guerra e l’economia di guerra sono entrati pesantemente nell’agenda sindacale e sociale condizionando tutti gli scenari. L’azzeccato slogan “Abbassate le armi, alzate i salari” ha rappresentato ad esempio una sintesi nella quale si sono riconosciute tantissime lavoratrici e lavoratori e non solo.
Nelle mobilitazioni di settembre e ottobre è emersa infatti una voglia di coerenza e di radicalità che la parola d’ordine “Blocchiamo tutto” ha interpretato con grande efficacia a partire dall’appello dei portuali genovesi e poi con gli scioperi generali del 22 settembre, del 3 ottobre, del 28 novembre fino alle grandi manifestazioni del 4 ottobre e del 29 novembre.
Se la politicizzazione delle contraddizioni e del conflitto oggi si materializza inaspettatamente, questa è stata accompagnata anche da altri due processi profondi e oggi irreversibili: quello della velocizzazione dei processi stessi e quello della centralizzazione a livello statuale e finanziario che completano il quadro generale in cui agiamo e di cui dobbiamo tenere conto.
Nella analisi avanzata dalla Rete dei Comunisti in vista del Forum, si segnala come “in questo passaggio di fase storica, a nostro avviso, i comunisti tornano a poter svolgere un ruolo decisivo sia sul piano ideologico – e con una visione complessiva del cambiamento politico – sia sul piano della organizzazione degli interessi e delle istanze sociali che aspirano al cambiamento”.
Appuntamento dunque sabato 24 gennaio a Roma (dalle ore 10.00 al Nuovo Cinema Aquila) per discuterne e confrontarsi in questo forum. Sono previste relazioni e interventi di: Mauro Casadio, Sergio Cararo, Cinzia Della Porta, Michele Franco, Giorgio Cremaschi, Mauro Alboresi, Franco Russo, Paolo Ferrero, Emidia Papi, Paolo Spena, Bruno Papale, Marcella Grasso.
Foto di Patrizia Cortellessa
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa
