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L’astensione trionfa, ma gli occhi restano chiusi

La piscina della partecipazione si va svuotando a velocità crescente, ma i pesci che la abitano sono contenti di essere ancora vivi.

Le elezioni comunali di fine maggio hanno fatto registrare un dato assolutamente certo, rimosso però dal dibattito da talk show: l’astensionismo è aumentato di un altro 5%.

Bisogna ricordare che le comunali sono “elezioni di prossimità”, quelle in cui candidati ed elettori si conoscono meglio e dove le abituali pratiche clientelari sono più consolidate perché facilmente verificabili.

Tradotto: se il candidato promette che farà finta di non vedere qualche piccolo abuso edilizio, un dehors più grande del dichiarato, una rottamazione delle contravvenzioni non pagate (adesso lo può fare anche un sindaco), erogare una facilitazione amministrativa di qualsiasi tipo, ecc, quel “voto di scambio” ha prospettive di realizzazione piuttosto concrete. Anche se sempre incerte.

Quindi in questa tipologia di elezioni è più facile organizzare la coorte di amici e parenti che portano il loro pacchetto di voti per “fare un favore” che potrebbe essere ripagato. Ergo la partecipazione aumenta.

Nonostante questo, è scesa del 5%.

Ma ai protagonisti non interessa affatto. Il sostanziale pareggio tra destra e “campo largo” ha permesso di trasformare la “riflessione post voto” nel solito balletto che alterna espressioni di giubilo immotivato e prese d’atto di “risultati non del tutto soddisfacenti”.

Il convitato di pietra non è stato neanche nominato. E dire che la destra lo temeva come la tempesta, mentre i sedicenti “progressisti” erano certi di venirne tonificati senza dover fare granché.

Lo “spirito delle giornate di ottobre”, con le mobilitazioni contro guerra e genocidio, poi materializzatosi anche come “lo spirito del referendum”, è rimasto molto distante dalle urne. I giovani – improvvisamente riscoperti come soggettività politica solo in quanto “difensori della Costituzione” (falsificandone così identità e aspettative) – idem.

E quindi la destra ha rinviato trionfalmente la propria caduta, mentre il “campo largo” ha scoperto la distanza abissale tra voglia di opposizione reale e squallore della rappresentanza politica corrente.

Il problema resta dunque intatto: come si fa a riversare quello “spirito di rottura complessiva” sul terreno politico? Come si fa a trasformare l’indignazione in forza, la contrarietà in progetto, il rifiuto in programma?

Lo strumento elettorale è parte di questo processo di degrado della politica politicante, che ormai rende untouchable qualsiasi cosa somigli al “solito gioco”.

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6 Commenti


  • Federico Mazzaro

    Al tentativo di potenziamento e allargamento del blocco politico/sociale di riferimento, per una alternativa anticapitalista e antimperialista credibile e anche rappresentativa a livello politico/istituzionale,mancano, a mio avviso, due passaggi fondamentali:

    1) una rinnovata capacità di portare a sintesi la frammentarietà con cui ancora si esprime una SOGGETTIVITÀ diffusa e condizionata piu da suggestioni identitarie parziali non sufficientemente in grado di intercettare la grande “domanda sociale” scaturita dalla crisi sistemica e strutturale del modo di produzione capitalistico

    2)Dobbiamo essere in grado anche di mettere in campo una proposta alternativa politico/programmatica, credibile e convincente, in risposta agli effetti drammatici e devastanti della crisi sul piano economico sociale


  • Giancarlo Staffo

    ho notato che il prc di acerbo era nel “campo largo’ con pd e soci, ma ha ottenuto uno 0 virgola.Non vale la pena d rincorrere riifondaniente. Avanti con Potere al Popolo preparariamoci per tempo con alleati e figure credibili prima di trovarci con liste improvvisate come in passato.
    PaP deve. essere in evidenza


  • marillo

    e chi ci va più a votare? a forza di prese per i fondelli promesse mai mantenute giravolte continue nessuno si fida più
    l’ultimo grande inganno è stato il m5s da riflettere il fatto che se per miracolo venisse fuori un partito onesto deciso veramente a cambiare la gente non voterbbe comunque memore delle passate prese in giro di 5 stelle sinistra-destra
    e soci


  • Roberto

    Perfettamente d’accordo con Giancarlo Staffo !


  • Marco

    unita’ contro il fascismo…disperdere i voti con false liste alternative e’ dannoso .


    • Redazione Roma

      Dopo i danni provocati da quasi venti anni di antiberlusconismo ancora viene a riproporre questo schema? Non se ne può più, cominciamo a pensare qualcosa di diverso

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