Un recente sondaggio commissionato dall’European Council of Foreign Relations ha rilevato che “l’Italia rimane l’unico Paese europeo” tra i 15 dove è stata condotta l’indagine “a opporsi a ulteriori spese militari (58% contro 28% a favore), altrove le opinioni pubbliche sono spaccate a metà, è il caso di di Estonia e Austria (46% a favore contro 44% contro e 45% a favore contro 45% contro, rispettivamente)”.
Il cambiamento di atteggiamento è più significativo in Spagna, dove, nonostante una precedente parità di opinioni su questo tema, attualmente il sostegno prevale sull’opposizione alle spese militari”, precisa l’istituto.
Contestualmente il sondaggio – dal titolo “Home Alone: Europeans Are Ready to Defend Themselves” – rileva che “La candidatura dell’Ucraina all’adesione all’Ue continua a dividere l’opinione pubblica europea”.
Gli italiani, anche su questo si dividono piuttosto nettamente, i favorevoli sono il 32% contro il 26% dei contrari.
Gli intervistati in Portogallo, Spagna e Svezia risultano invece essere i più favorevoli all’idea di “creare una nuova e più ampia Unione Europea, che si estenda a est (ad esempio, includendo l’Ucraina)”, con il 50%, il 43% e il 42% rispettivamente che la considerano “un’ottima idea” o “abbastanza buona”. Anche i cittadini olandesi sono perlopiù favorevoli all’allargamento a est dell’Ue (35% favorevole contro 29% contrario)”.
Infine, e non certo per importanza, la fiducia degli europei rispetto agli Stati Uniti è scesa ai minimi storici: solo l’11% degli intervistati considera l’attuale amministrazione un “alleato” – in calo rispetto al 16% di sei mesi fa e al 22% del novembre 2024. In Italia i dati mostrano una decrescita di consensi dal 18% nel 2024 al 6% nel 2026 rispetto al considerare gli Stati Uniti come un “alleato”, mentre la maggioranza (47%) considera ancora gli Usa un “partner necessario”.
I dati citati in questo studio si basano su un sondaggio d’opinione pubblica condotto nel maggio 2026 su una popolazione adulta (dai 18 anni in su) in 15 paesi europei: Austria, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.
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ARSENIO STABILE
Scusate, tutti gli intervistati non conoscono e non possono conoscere le conseguenze economche e sociali dell’adesione di un Paese come l’Ucraina, per di più sfasciato com’è ora da una guerra. ma abbiamo dimenticato le conseguenze dei trattati di Maastricht a cui frettolosamente hanno aderito i vari Paesi, in un disordine economico, con squilibri economici strutturali, oltre che con percorsi socio-culturali disomogenei e le promesse di una cd “CONVERGENZA”??? Ebbene cosa è accaduto? Questi sondaggi non hanno nessun valore se non un possibile strumentalizzazione politica per compiere poi scelte scellerate e utili solo per speculazioni finanziarie
Redazione Roma
Se i sondaggi non danno il risultato gradito non valgono? I sondaggi sono sondaggi, la politica è altra cosa. In realtà la gente capisce bene come stanno le cose. Una nostra inchiesta di diversi anni fa, vide lavoratrici e lavoratori esprimere consenso sull’integrazione europea ma un giudizio pesantemente negativo sull’attuazione del Trattato di Maastricht. Avevano capito benissimo. La Ue non è l’Europa.