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Potere al Popolo, per l’alternativa

Potere al Popolo, a conclusione dell’assemblea del campo politico indipendente del 14 giugno, propone un percorso comune di mobilitazione, organizzazione e lotta.

Crediamo necessario e operiamo affinché si costruisca un fronte politico alternativo alla destra e indipendente dal campo largo, che sia presente alle elezioni del 2027 e che, soprattutto continui durante e dopo l’appuntamento elettorale per costruire un la vera alternativa sociale e politica alla destra e anche al centrosinistra liberale.

Sappiamo perfettamente che questi due schieramenti, quando sono al governo e finisce la propaganda elettorale, hanno in comune le più importanti scelte politiche, a partire dalla collocazione internazionale e dalla politica economica e sociale.

Noi siamo alternativi al partito unico del riarmo, della NATO, dell’alleanza con USA e Israele e della guerra.

Noi siamo alternativi al partito unico delle imprese e dei ricchi, del mercato e degli affari, dell’austerità europea e delle privatizzazioni.

Noi siamo alternativi al sindacalismo collaborazionista e concertativo e sosteniamo il movimento sindacale che lavora per affermare la propria indipendenza dalle compatibilità del sistema di sfruttamento capitalista.

Noi siamo alternativi al partito unico delle leggi di polizia, dell’autoritarismo e dell’oppressione, delle leggi italiane e europee per l’apartheid e la deportazione dei migranti, che alimentano il razzismo

La nostra alternativa rifiuta le affermazioni ipocrite che coprono politiche oppressive e guerrafondaie nel nome dei cosiddetti valori occidentali. Per noi o l’antifascismo è antimperialismo e antisionismo, o non è nulla.

La nostra alternativa è consapevole che questo sistema capitalista predatorio non accetta cambiamenti e che chi si propone di mitigarne la ferocia senza metterlo in discussione, è destinato al fallimento.

Noi vogliamo costruire un’alternativa di sistema fondata su pace, libertà, socialismo, non solo perché questa è più giusta, ma perché essa è la sola via che ci allontana dalla barbarie dilagante.

Noi sosteniamo ogni singola lotta sociale, civile, culturale e politica, ma lo facciamo nella prospettiva e con l’intento di rovesciare il potere del profitto che sfrutta e opprime l’umanità e che devasta il pianeta.

Noi vogliamo rompere con una politica che vive in un eterno presente o che rimpiange il peggiore passato, noi vogliamo costruire il futuro.

Noi non vogliamo scegliere il male minore, che è sempre scegliere il male.

Noi vogliamo cambiare tutto e per questo non abbiano paura delle difficoltà del percorso, ma vogliamo affrontarle organizzandoci.

Per questo iniziamo oggi un cammino che dovrà portarci alle elezioni e ben oltre esse, continuando e rafforzando ogni legame e momento di organizzazione.

Diamo appuntamento per una grande manifestazione nazionale a Roma nel prossimo autunno, che ancora una volta e sempre di più dovrà affermare: Giù le armi su i salari.

Proponiamo che dopo l’assemblea del 14 si svolgano in ogni regione incontri e assemblee per una vasta e capillare mobilitazione.

Oggi più che mai: socialismo o barbarie!

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4 Commenti


  • Giancarlo Staffo

    e fuori da UE che attacca lo stato sciale per distruggeerlo. bisogna Andare verso il multipolarismo. con il Sud globale.


  • marco

    Deve finire il concetto per il quale popolo significa colui che non può.colui che sta’ ai margini colui che è povero e in difeso colui che si sporca le mani e via dicendo perché popolo è molto di più e comprende tutti coloro che non hanno il misero obiettivo dell individualità.della ricchezza fine a se stessa.dell egoismo e della vanità bensì quello della condivisione .dell amore.del benessere collettivo del progresso unanime nessuno escluso.Sono felice quando vedo gli altri felici altrimenti niente ha senso.Il popolo può tutto e può farcela e solo il popolo comanda se lo vuole.


  • Giacomo Cadsarino

    E’ un programma ??? Ci sono obiettivi, anche in vista delle elezioni, indicazioni su come perseguirli? Politicamente mi sembra una vaghezza assoluta.


  • Andrea

    io credo che il tentativo sia importante ma va pensato on termini federativi. le forze che di accordano sulla collocazione internazionale fuori dalla Nato, contro il riarmo, a sostegno del popolo palestinese, il welfare, opposizione a politiche securitarie e anti-immigrazione. Pochi punti sul far convergere le forze che sono alternative al campo largo. Recuperare visibilità significa implementare la mobilitazione su questioni come salario, inflazione .

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