E’ visibile lontano da un chilometro che l’escalation scatenata dal cancelliere tedesco Merz sia funzionale anche alle elezioni che tra quattro giorni si terranno proprio in Sassonia.
La “crisi dei droni” all’aeroporto di Lipsia, capitale del Land della Germania orientale in cui si vota domenica, è venuta crescendo di giorno in giorno, con il chiaro obiettivo di indicare nella “guerra ibrida” della Russia il convitato di pietra di un risultato elettorale che nei sondaggi vede in testa la formazione di destra di AfD e il crollo dei partiti della coalizione di governo (Cdu e Spd). Una conferma in più della visione “corta” e avventurista degli attuali leader europei.
Del resto, come scrive Guido Olimpio sul Corriere della Sera, “la guerra ibrida è una coperta, molto lunga, estensibile a seconda dei momenti e senza confini”. Talmente estensibile che può essere giocata anche in una campagna elettorale in salita per le attuali classi dirigenti e utilizzata contro i propri avversari politici.
Oggi tutto il fronte europeo guerrafondaio saluta l’ulteriore escalation di ostilità scatenata dal cancelliere Merz contro la Russia, augurandosi che questa metta in difficoltà sia la destra in ascesa nei lander tedeschi ma anche chi si oppone allo scatenamento della guerra in Europa che proprio i servizi di intelligence tedeschi – e la Nato – prevedono entro il 2030.
L’alleanza di guerra ha dichiarato di essere solidale con la Germania “dopo l’attacco ibrido della Russia”, ha scritto il Segretario Generale Mark Rutte. “Vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che possano dare una svegliata ai Paesi che forse non si sono dimostrati così determinati su questo fronte” ha detto l’alto rappresentante per la politica estera della Ue Kaja Kallas, esponente dei circoli europei più guerrafondai.
La Russia dal canto suo ha negato il coinvolgimento nell’incidente di Lipsia e vede una provocazione che “serve esclusivamente gli obiettivi di Kiev e dell’ala militarista della classe politica europea”.
“Mosca mostra una “aperta ostilità” verso la Germania e nessuna volontà di compromessi, ha dichiarato ieri a Berlino il ministro degli Esteri tedesco Wadephul. “Al contrario, con l’attacco con droni a Lipsia, la leadership russa aveva deciso consapevolmente di danneggiare ulteriormente il rapporto”.
“Sono spariti i mormorii sulle potenze straniere” – scrive il quotidiano economico Handesblatt – ora la colpa ufficiale del fallito attacco all’aeroporto di Lipsia è ufficialmente la Russia. “In Germania, i partiti AfD e BSW stanno già facendo un favore al governante del Cremlino chiedendo la cessazione degli aiuti all’Ucraina. Vengono applauditi sui social network dai troll di Putin” chiosa il giornale portavoce del crescente complesso militare-industriale tedesco.
L’utilizzo sul fronte interno del pretesto della guerra ibrida è diventato ormai spudorato. La logica del nemico all’interno manovrato dagli agenti esteri è un format classico di tutte le guerre e delle misure repressive che di conseguenza vengono adottate all’interno dei paesi coinvolti. Secondo questo schema, come scrive Olimpio sul Corriere della Sera, “sono gli agenti di influenza stranieri quelli che “commissionano compiti sul campo come campagne di disinformazione, gesti per suscitare polemiche interne ai Paesi considerati ostili”.
In pratica ogni critica ai governi in carica, alle loro alleanze internazionali, alle loro leggi, non è più esercizio della lotta politica ma diventa “intelligenza con il nemico”
Questa visione – e le misure repressive che ne conseguono – del resto erano state illustrate fin troppo esplicitamente anche nel dossier sulle guerre ibride che il ministro Crosetto ha consegnato nel novembre scorso fa al Consiglio Supremo della Difesa al Quirinale.
Come nei bui anni Trenta, anche oggi in Europa è quanto accade in Germania a dare il ritmo.
Ci siamo detti spesso che la storia non si ripete se non come farsa, ma qui abbiamo davanti agli occhi delle classi dirigenti in Europa che non hanno né il senso della storia né quello della farsa. Al contrario siamo in presenza di quell’avventurismo delle classi dirigenti che ha sempre trascinato i popoli dentro il baratro. Fermiamoli!!
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Walter
Ma la storia del “drone russo” placidamente parcheggiato di fianco ad un aereo a Lipsia (nella più classica dinamica con cui i droni sono utilizzati come armi, appoggiandoli da qualche parte) non è di parecchio tempo fa?
PS: la guerra in Europa che prevedono entro il 2030, oppure che pianificano per il 2030?
mauro
Bè se AfDdovesse vincere l’elezioni i n Sassonia non si cadrebbe dalla padella alla brace?