Dalla riunione informale dei ministri degli Esteri della UE tenutasi a Wicklow, in Irlanda, il rappresentante italiano, Antonio Tajani, ha deciso di lanciare un allarme sulla possibilità che Mosca possa mettere in atto manovre volte a inquinare il dibattito pubblico e alterare gli esiti delle tornate elettorali, nei vari paesi della comunità europea e dunque anche in Italia. Non è ben chiaro come…
Sarebbe tutto parte della famosa “guerra ibrida” che il Cremlino starebbe conducendo contro le “democrazie” occidentali, sbandierata a più non posso negli ultimi anni. Tajani è convinto che un’ingerenza del genere “possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo“: è tutto in questa frase il senso vero dell’ennesima sparata del responsabile degli Esteri italiani.
In cosa consisterebbe questo “intervento preventivo”? Significa, in sostanza, usare lo spauracchio della Russia per cancellare qualsiasi dissenso interno, in modo tale da blindare il quadro politico intorno a varie sfumature – di centrodestra o centrosinistra – del processo di riarmo necessario ad alimentare le velleità di una UE “grande potenza globale”.
Tajani ha detto esplicitamente che il timore è che Mosca voglia “indebolire la posizione dell’Unione Europea“, mentre i governi del Vecchio Continente stanno lavorando per rafforzarne il ruolo internazionale. Ma se al proprio interno ci sono resistenze, tra chi vede la propria produzione industriale colare a picco e chi non vuole diventare carne da cannone per la guerra degli imperialisti europei, bisogna correre ai ripari irregimentando quel che è permesso pensare e dire.
Non è un ragionamento appena abbozzato: un “ministero della Verità” europeo è già stato istituito, nonostante gli allarmi di molti esperti e organizzazioni per la libera informazione. La Germania ha appena usato il tema di un’escalation con la Russia per avviare un’evidente campagna di pressione pubblica rivolta, intanto, alle prossime elezioni in Sassonia.
A supporto della propria “analisi”, il titolare della Farnesina ha richiamato sia un recente rapporto Copasir sia precedenti di tornate elettorali nazionali e comunitarie. Peccato si sia scordato di citare quando, come in Romania, la campagna di disinformazione diventata poi il capro espiatorio per annullare le elezioni che avevano visto la vittoria del candidato “sbagliato” sia partita… dai liberali.
Anche in questo caso, probabilmente, per Tajani ci sarebbe “un punto” fino a dove valgono le ingerenze manipolatorie, così come per il diritto internazionale, a suo dire… Ma, al di là delle battute, le sue parole sono in linea con quelle di Berlino e di Kaja Kallas che, in quanto rappresentante degli Affari Esteri per la UE, ha sottolineato l’insofferenza per chi esita sulle sanzioni, mentre Bruxelles prepara un nuovo “pacchetto”.
Intanto, a Wicklow si è discusso anche dell’impiego dei beni sovrani russi immobilizzati negli istituti finanziari europei per finanziare la ricostruzione e il supporto a Kiev. Tajani ha chiarito che Roma non è contraria all’idea, ma ha ribadito la necessità che ogni mossa poggi su solide basi normative, che però non esistono (è difficile “legalizzare” il furto di depositi bancari tra Stati): è il solito dibattito che va avanti da anni, ormai.
Tajani ha poi approfondito il “fronte” italiano della propaganda guerrafondaia attraverso la Russia parlando anche dell’articolo pubblicato dal Financial Times, in cui l’europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, l’ex generale Roberto Vannacci è stato descritto come un potenziale “cavallo di Troia” degli interessi del Cremlino nel panorama politico della penisola.
Interpellato direttamente sull’indiscrezione, Tajani ha mantenuto un profilo istituzionale e prudente. Il militare buttatosi in politica rimane il facile bersaglio cui addossare tutti i mali del Paese, da entrambe le ali del Parlamento, pur sapendo che comunque è perfettamente allineato in senso atlantico e con una UE armata.
Ma le preoccupazioni cui dà voce convincono una fetta sempre più importante dell’elettorato di centrodestra. Il che rende complicato l’additare Vannacci come un “mostro” nella previsione che, fra non molti mesi, si potrebbe dover contrattare col generale la prossima maggioranza…
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