Leader di uno dei partiti più canaglieschi della storia repubbicana. I radicali: doppiogiochisti, subdoli, giani bifronte della politica, spregiudicati e soprattutto asserviti al grande capitale. A partire dal loro segretario, Pannella Marco: occhio azzurro come l’Atena dell’Iliade.
Guerrafondaia, grande amica di Israele, sionista convinta, affermava che Netanyahu stesse cadendo nella trappola dei terroristi di Hamas. Israele, per questa belva sanguinaria travestita da agnello, stava dunque sbagliando nel metodo non certo nel merito. In altre parole, i Gazawi andavano trucidati – sì – ma con altro “stile”. Magari in silenzio.
Linguaggio colonialista, bianco e suprematista, non ha mai guardato la situazione Mediorientale dalla parte degli arabi, ma sempre dalla parte degli interessi ristretti delle “democrazie euro-atlantiche”: gli stessi che l’hanno elevata ad icona liberal.
L’utilizzo strumentale dei diritti umani – a partire da quelli legati ad un femminismo borghese, ancorato ai privilegi di classe, in Italia o all’estero – ha rappresentato costantemente la leva per attaccare il mondo arabo e le cosiddette “autocrazie” orientali. Ovvero quei paesi che non si allineavano ai diktat statunitensi ed europei.
Una vera “orientalista”, l’avrebbe definita Edward Said. La sua “doppiezza” era una direzione di senso politico. Anti-razzista, ufficialmente, ma decisamente islamofoba.
Pasionaria dei diritti civili e icona del popolo arcobaleno, ad esempio, faceva tuttavia prevalere l’opportunismo di bottega quando si trattava di dover incassare risultati elettorali. Ed allora sì alle unioni civili, ma no ai matrimoni per gli omosessuali (nel 2007). Per poi dichiararsi favorevole anni dopo, durante uno scontro con la sindacalista fascista Renata Polverini.
Si definiva “non violenta” ma non “pacifista”. E in coerenza con questa sua ambiguità lessicale sostenne con ferma convinzione il bombardamento criminale della Nato sulla ex Jugoslavia. Fedele servente dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato), facendo ricorso a cavilli linguistici e a macchinosi distinguo, ha sempre criticato le guerre da questa condotte finendo però per giustificarne le ragioni imperialistiche.
Riguardo alla Siria e all’Iraq affermava – tanto per capirsi – che piuttosto che bombardare sarebbe stato meglio isolare Saddam e Assad. Ma poi, certo, considerato che questi “dittatori” non si toglievano dalle palle, le bombe erano in fondo inevitabili.
In Afghanistan invece arrivò addirittura a sostenere che la guerra fosse stata “utile”. Ammazzare migliaia di persone, in questa logica criminale, aveva quindi a che fare con l’utilità. Se serve, ok. Nessun principio morale che possa vietarlo.
Neanche a dirlo oggi, la prima donna aspirante Presidente della Repubblica era decisamente a favore dell’Ucraina, del suo “eroico” presidente cocalero e dei cessi d’oro regalati ai vertici militari e politici del neonazismo gialloblù.
Sosteneva il riarmo e la “gloriosa” guerra contro la Russia, fottendosene allegramente dei morti che quel conflitto continua a mietere in nome della superiorità imperiale europea. I cui popoli però, nel frattempo, in “maggioranza qualificata” contro il conflitto, possono anche patire la fame e morire – eventualmente – in ragione della sicura e “totale” vittoria sulla Russia.
D’altronde era un’europeista convinta, ai limiti del fanatismo. Oltre che feroce anticomunista come tutti i Radicali. Agevolò persino l’ascesa di “Zio Silvio”, che appunto la ringraziò candidandola a Presidente della Repubblica nel 1999. E sempre al nostro miliardario preferito deve la sua nomina (nel 1994) a Commissario Europeo. Quasi fosse un pattuito guiderdone per il suo appoggio alla disastrosa ascesa del caimano di Arcore.
Favorevole alla Tav – con buona pace, anche in quel caso, degli sbandierati “diritti” – nel 2010 fece anche da sponda all’editto di Berlusconi contro Annozero e Michele Santoro. Il voto radicale in Commissione di Vigilanza fu decisivo per chiudere i talk e abolire l’informazione tv prima delle elezioni.
Quest’idea che i Radicali fossero una forza in fondo ascrivibile alla “sinistra” è stato uno dei più madornali errori di strabismo commesso durante gli anni Settanta, al punto da cementare una narrazione che ascrive a loro la legge sul divorzio del 1970, anziché a Loris Fortuna (socialista) e Antonio Baslini (liberale), sotto un democristianissimo “governo Colombo”.
Proprio in virtù di quel sostegno ipocrita ai diritti civili in chiave liberal-liberista che hanno caratterizzato l’infido percorso di quel partito. Diritti civili, neanche a dirlo, rigorosamente distinti e preminenti rispetto a quelli sociali (sindacali, sanità, pensioni, ecc).
E difatti la senatrice in parola era una paladina entusiasta del Capitalismo e del liberismo turbo-finanziario. Fondamentalista dell’austerità, delle politiche di macelleria sociale (da ricordare la sua “battaglia” per l’abolizione dell’articolo 18 e della Sanità pubblica a vantaggio delle agenzie assicurative), dell’aziendalismo, dei vantaggi da elargire alle imprese e del profitto purchessia. Tutto ciò sulla pelle dei lavoratori, delle classi popolari e dei popoli europei.
E allora no. Emma Bonino, questa finta “idealista umanitaria”, non ci mancherà.
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Anna
Sono d’accordo, con buona pace del presidente della Repubblica e di tutte le pelose agiografie della serata di ieri
Danilo
Sono d’ accordo su quasi tutto.
Purtroppo sulla questione Ucraina da 4 anni siete partiti per la tangente e continuate a non voler capire
Redazione Roma
In verità seguiamo ed esprimiamo valutazioni ben precise – e argomentate – sull’Ucraina dal 2014, non dagli ultimi quattro anni. Basta vedere gli archivi del giornale
Matteo
Feroce sionista e neoliberista, non a caso in senilità fondatrice di quel partitucolo denominato +Europa.
Ho sempre odiato lei, Pannella, il loro modo di fare politica e pure quella radio schifosa e parassitaria che si portano appresso.
Ta
Hai detto tutto, Vincenzo. 92 minuti di applausi a te!!!
Andrea
invitata a bordo del Britannia il 2 giugno 1992