Il 30 ottobre sarà una grande giornata di sciopero generale, una mobilitazione indetta da USB contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per migliori condizioni di vita e contro la guerra.
Ma sarà anche giornata di mobilitazione nei porti di mezzo mondo contro il traffico di armi: un’iniziativa di lotta lanciata da diverse organizzazioni sindacali di veri paesi, tra cui USB, che ha ormai coinvolto più di 100 scali portuali in 17 paesi diversi.
Al momento per venerdi 30 ottobre risultano convocate manifestazioni in più di 40 città, da Trieste a Catania, da Torino a Bari, da Milano a Cagliari.
Lo sciopero generale convocato dall’Usb è diventato di fatto uno sciopero “generalizzato” sul quale stanno crescendo e convergendo adesioni, sia in campo sindacale che sociale o politico. Gli studenti in primo luogo, ovvero i protagonisti di questa stagione di lotta nel nostro ed altri paesi europei, ma anche associazioni, collettivi e perfino gruppi delegati e iscritti alla Cgil, indicano nello sciopero generale di venerdi 30 un appuntamento importante per dare una spallata ad un governo antipopolare e liberticida.
“È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra” afferma in un comunicato l’Usb rendendo noto l’elenco delle manifestazioni convocate nelle varie città italiane per venerdì.
“Le questioni si mescolano, come sempre accade quando si innescano forti movimenti sociali, e quello che fino a ieri sembrava separarsi si scopre intimamente legato” – afferma il sindacato che si è assunto la responsabilità di chiamare lo sciopero generale.
“La questione del carovita e del prezzo esorbitante del gasolio e della benzina viene collegata all’aumento ingiustificato delle spese militari. La mancata tassazione dei super profitti e della speculazione viene messa in connessione con lo stallo di salari e pensioni ed anche con l’aumento del prezzo delle case e degli affitti. Le politiche razziste che si cerca di impiantare nelle scuole fanno emergere la rabbia dei giovani di seconda generazione, che si sentono tagliati fuori”.
E’ questo, secondo l’Usb a dimostrare “La sordità del governo e a spiegare l’uso sempre più violento della polizia in piazza”.
E contestualmente allo sciopero generale in Italia, venerdi ci sarà il primo sciopero internazionale dei lavoratori portuali che vede coinvolti già alcuni dei più grandi porti, come Tangeri, Marsiglia, il Pireo, Gioia Tauro, Genova e Mersin, oltre ai principali porti del Nord Europa, del Messico e dell’India. Secondo un primo calcolo lo sciopero potrebbe bloccare 40.000 container per un giorno.
Tra gli ultimi a unirsi all’iniziativa dello sciopero di portuali figurano la sezione locale 10 dell’ILWU nei porti di San Francisco e Oakland, negli Stati Uniti, l’Unión de Estibadores e Jornaleros nel porto di Veracruz, in Messico, e la sezione dei lavoratori portuali di Amburgo del sindacato Ver.di, in Germania, inoltre, anche il Consiglio europeo dei lavoratori portuali (EDC) ha deciso di partecipare all’azione.
“Questa giornata di mobilitazione dimostra il potere della classe operaia organizzata nell’opporsi alla guerra” affermano con una comprensibile punta di orgoglio all’Usb.
Ma lo sciopero generale del 30 ottobre non è diventato solo un momento di ricomposizione di un blocco sociale in lotta, è diventato anche un grido di libertà in un momento in cui il governo sta cercando di imporre una torsione autoritaria al paese come unica risposta alle istanze che rifiutano disuguaglianze sociali insopportabili e la guerra e che, al contrario, rivendicano pace e giustizia sociale, per tutti.
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