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Fate paura per fare la guerra

Hermann Goering, uno dei principali criminali del nazismo, aveva spiegato la funzione fondamentale della costruzione della minaccia. Nessun popolo vuol fare la guerra, aveva detto, a meno che non si senta costantemente minacciato da un nemico che lo voglia colpire. Fate paura per fare la guerra.

Le prime pagine dei giornali e i titoli di apertura dei TG sono oggi dedicati alle minacce ai voli, ai frigoriferi hackerati, agli allarmi bomba. In realtà è successo poco o nulla, ma la psicosi di massa, la paura della catastrofe, vengono alimentate a dismisura. Poteva succedere, non è successo, ma incombe su di noi.

Tutto viene presentato come “guerra ibrida”. Che vuol dire e chi la fa questa guerra ibrida ?

Nessuna autorità davvero chiarisce di cosa stia parlando, né tantomeno rivolge accuse precise a qualcuno. Sarebbe tutto rapidamente smentito. No, nel termine guerra ibrida ciò che conta è il sostantivo non l’aggettivo. Bisogna abituare i cittadini al fatto che siano minacciati dalla guerra, e le paranoie alimentate dai media servono allo scopo. Così intanto le spese militari raggiungono il record, in Italia siamo arrivati a 40 miliardi all’anno, e non basta ancora.

Oggi nessuna autorità dice apertamente che la guerra ibrida la fanno la Russia, la Cina, l’Iran o altri, però lo lascia intendere.

Così si gonfia il riarmo e si preparano i popoli alla guerra. Che secondo tanti governanti europei sarebbe inevitabile. Le autorità della Germania e i vertici della UE e della NATO hanno pure fissato una data. La guerra, quella vera non quella ibrida, contro la Russia avrebbe la scadenza del 2030.

Dobbiamo smascherare questa ibrida propaganda di guerra, ripudiare il riarmo e la militarizzazione della società. Dobbiamo fermarli prima che ci trascinino nel disastro, in quello vero.

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