Teramo 15.07.2026 – La morte di Issouf Koné, lavoratore di 33 anni residente a Teramo da oltre dieci anni, deceduto il 12 giugno nel cantiere del potabilizzatore di Gerosa mentre svolgeva il proprio lavoro, impone una riflessione profonda sulle condizioni di chi lavora e, in particolare, di migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti nel nostro Paese.
Venerdì 10 luglio abbiamo partecipato al suo funerale insieme alla famiglia, alla comunità ivoriana e a tanti cittadini. È stato un momento di dolore, ma anche di impegno: chiediamo che venga fatta piena luce sulle cause dell’incidente, che siano accertate tutte le responsabilità e che venga garantita giustizia.
La morte di Issouf non può essere archiviata come una semplice fatalità. Le morti sul lavoro sono spesso il risultato di un sistema che mette il profitto davanti alla sicurezza.
I lavoratori migranti sono tra coloro che più frequentemente si trovano a operare nei settori più pesanti e pericolosi: edilizia, agricoltura, logistica e industria. A questo si aggiungono condizioni di precarietà che, in molti casi, rendono difficile denunciare irregolarità o rifiutare lavori svolti senza adeguate tutele.
Le attuali politiche migratorie contribuiscono ad aumentare questa vulnerabilità. La stretta dipendenza del permesso di soggiorno dal lavoro, le lunghe attese per il rilascio o il rinnovo dei documenti, le difficoltà nell’accesso a un’abitazione stabile e il sistema degli appalti e dei subappalti possono esporre molte persone al rischio di sfruttamento. In queste condizioni alcuni lavoratori finiscono per accettare impieghi irregolari o privi delle necessarie garanzie di sicurezza, perché temono di perdere il lavoro o di compromettere il proprio percorso di regolarizzazione.
Questo non è un problema che riguarda solo i migranti: è un modello che abbassa i diritti e la sicurezza di tutti i lavoratori. Per questo chiediamo:
• piena verità e giustizia per Issouf Koné;
• un rafforzamento dei controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;
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il contrasto al lavoro nero e agli appalti al massimo ribasso;
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politiche migratorie che non rendano i lavoratori più ricattabili, ma garantiscano diritti, tutela e dignità;
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l’istituzione del reato di omicidio sul posto di lavoro come previsto dalla proposta di legge giacente in senato da ormai due anni.
Per queste ragioni:
VENERDÌ 17 LUGLIO 2026 SAREMO IN CORTEO A TERAMO
CONCENTRAMENTO ALLE ORE 17:00
PREFETTURA DI TERAMO IN C.SO SAN GIORGIO
insieme alla famiglia di Issouf, alla comunità ivoriana, all’Associazione Migranti Teramana (AMT) e a tutte le realtà sociali e sindacali che vorranno unirsi
Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare
Perché nessuno dovrebbe uscire di casa per andare al lavoro e non farvi più ritorno.
Verità e giustizia per Issouf Koné.
Basta morti sul lavoro.
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