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Sopralluogo oggi a Napoli Est sullo sversamento rifiuti a Via Miranda

No ad ulteriori devastazioni ambientali!

Nel pomeriggio una delegazione di attivisti di Potere al Popolo si è recata a Via Carlo Miranda, vicino ai cancelli del cantiere, abbandonato da decenni, nel quale 15 anni fa perdeva la vita Francesco Paolillo. Questo cantiere è tornato alla ribalta agli inizi di Maggio, perché in quei giorni gli abitanti di zona si sono accorti di sopralluoghi fatti in sordina dal Comune di Napoli e Napoli Servizi. Q

uando Alessandro Paolillo, il fratello di Francesco, si è accorto del sopralluogo ed è sceso a chiedere informazioni al personale, ha scoperto la brutta notizia: il Comune si sta mobilitando per sversare lì tonnellate di terra proveniente da Pianura.

In parole povere: un cittadino ha scoperto, per caso, grazie al suo senso civico, che sotto casa sua il Comune vuole depositare altro terreno in una zona abbandonata a sé stessa e mai bonificata, mai utilizzata. Un cittadino che, come tanti, dagli anni ’80 è stato lasciato lì, a vivere senza Stato, col panorama di un cantiere abbandonato a cielo aperto.

Senza Stato perché in Via Carlo Miranda non è mai stata fatto un intervento di manutenzione urbana, non è mai stata fatta un’azione per prevenire gli sversamenti abusivi. L’asfalto in Via Carlo Miranda è bianco, è ancora quello di 40 anni fa, quando la strada fu creata. Altro che sversamenti: questa zona chiede e merita interventi di bonifica.

Il terreno che viene da Pianura dovrebbe essere pulito, perché dovrebbe provenire da una frana, a detta di Tommaso Nugnes, assessore all’ambiente della Municipalità IX. Questo è quello che abbiamo saputo parlando con gli abitanti di zona, che costantemente effettuano un controllo popolare. E dovrebbe servire a riempire gli spazi vuoti del cantiere abbandonato.

Il problema è che nel cantiere di terreno da usare ce n’è: tutti i cumuli smossi dai luoghi in cui sono state fatte le fondamenta sono ancora lì, inutilizzati. Non c’è bisogno di altro terreno. Inoltre ci sono forti motivi per credere che quel terreno è già inquinato, dato che si tratta di un sito posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Gli stessi abitanti di zona poi di hanno informato che, a quanto pare, l’area è stata dissequestrata.

Ed è qui la denuncia della popolazione, che chiede NON ULTERIORE DISASTRO AMBIENTALE, MA RECUPERO, BONIFICA DI UN’ INTERA AREA, DA DESTINARE AD UN ULTERIORE ALLARGAMENTO DELLE AREE VERDI, ORTI URBANI, AREE PER LA RICREAZIONE E PER L’INTERESSE CITTADINO.

Per approfondire su ciò che è nei piani delle amministrazioni, completamente assenti e negligenti sui problemi sociali e ambientali di Napoli Est, Martedì 19 Maggio alle ore 10 gli abitanti di zona hanno indetto un incontro pubblico con tutti quelli che sono attenti alla vivibilità del territorio. A nostra volta rilanciamo questo invito ad associazioni e comitati attivi sulla questione ambientale.

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