La città di Salerno è in ginocchio. In soli quindici giorni, decenni di speculazione e di ipersfruttamento del suolo pubblico presentano drammaticamente il conto.
Due gocce d’acqua le cui drammatiche conseguenze ricadono direttamente sulla popolazione: prima la voragine che spacca in due via Salvatore Calenda, poi quella che ha reso via Valerio Laspro percorribile a senso unico poi, ancora, il crollo sul lungomare a Torrione per finire ai due eventi registrati in rapida successione negli ultimi due giorni: la temporanea inagibilità della rampa d’accesso della Tangenziale nei pressi del Parco Arbostella e quel costone crollato tra via Fra’ Generoso ed il viadotto Gatto che, per una pura casualità non ha mietuto vittime.
Ancora una volta, come sistematicamente accade, a pagarne le conseguenze sono le classi popolari, impossibilitate a spostarsi da una parte all’altra della città e verso Napoli, con la zona di ingresso della A3 definitivamente congestionata dal traffico. Lavoratori, studenti, pensionati, cittadini di un contesto urbano sempre più svuotato, saccheggiati da una corsa al consumo di suolo che vede Salerno registrare (dati Ispra) una percentuale vicina al 35%, per un totale di 2.059 ettari.
Numeri di una speculazione edilizia che hanno il sapore di una coltellata inflitta ad una popolazione da parte di quei gruppi di potere che prosperano attorno ad un giro di profitti che non accenna ad arrestarsi, come dimostrato anche dall’ampliamento del Porto Commerciale, agitato da De Luca come fiore all’occhiello di sviluppo, in barba alle gravi conseguenze in termini di impatto ambientale.
Come se non bastasse, mentre la città cade a pezzi, e mentre continuano a spuntare grattacieli, rispunta fuori anche il progetto del “Porto Turistico Marina di Pastena”, per coprire una spiaggia con un’ennesima distesa di cemento, e per convertire il porticciolo di Pastena in una sorta di centro commerciale al servizio del turismo e dei privati.
Un tentativo riproposto nel corso degli anni, e bloccato dalle battaglie della popolazione del quartiere e dell’intera città, pronta a difenderlo ancora una volta da una grave aggressione ambientale e sociale, che per i profitti di pochi prova a distruggere uno dei posti più vissuti e amati dalla popolazione della nostra città. In questo contesto però, la conservazione dell’esistente e la manutenzione stradale restano un concetto sconosciuto all’Amministrazione cittadina. Ma quale amministrazione?
Quella di Vincenzo Napoli, che in contesto sociale, infrastrutturale ed ambientale drammatico non trova di meglio che scappare, obbedendo al diktat di De Luca che pretende nuovamente le chiavi di una città dal futuro negato? Un (ex) sindaco che scappa mentre la città, dal centro alla periferia, va a sfarinarsi sotto il peso della speculazione?
Quando Potere al Popolo! si mobilita contro il genocidio in Palestina e contro il sostegno economico a Zelenski nel conflitto Nato-Russia è anche per ribadire un concetto molto semplice: i soldi non li vogliamo per i genocidi e le guerre ma per i servizi pubblici a beneficio della popolazione. Ed in questo contesto, la manutenzione dell’esistente è una priorità assoluta.
Per questi motivi, è necessario cambiare tutto, ponendo al centro l’interesse materiale della popolazione di Salerno, rendendola protagonista di ogni processo decisionale contro ogni speculazione in nome del profitto e contro ogni gioco di potere che null’altro tende a soddisfare se non la sete di poltrone.
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