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Caserta. “Si scrive CPR, si legge lager”. Il no di Potere al Popolo al nuovo CPR

Il Governo Meloni vuole costruire un lager in ogni Regione. La guerra contro i migranti serve a questo esecutivo – ma anche ai precedenti – per costruire consenso, per distrarre dai veri nemici e, perché no, per far fare un po’ di soldini facili a pezzi di imprenditoria nostrana. Sulla pelle di esseri umani.

Diciamo NO alla costruzione di un nuovo CPR a Castel Volturno, perché il progetto è di fatto una struttura carceraria, con moduli radiali e sorveglianza continua dall’alto, in modo da avere un controllo permanente e costante. Non vogliamo Panopticon e nuove carceri!

NO perché le vittime di questo meccanismo repressivo sono persone detenute arbitrariamente per irregolarità amministrative, non per aver commesso reati.

NO perché i lager-CPR sono luoghi in cui vengono violati i diritti umani in modo sistematico, con metodi violenti, abusi fisici e psichici che ledono la dignità e l’integrità fisica e mentale.

NO perché i 41,2 milioni di euro stanziati dovrebbero essere destinati ai servizi pubblici, mettendo fine a questa sciagurata gestione e allo sperpero di denaro pubblico.

Per migliorare la vita del nostro popolo, non per fomentare la guerra tra poveri.

NO perché il lager-CPR di Castel Volturno sorgerebbe nel “Parco Umido Le Piane”, 63 ettari di verde di importante rilevanza florofaunistica, consegnato nel 2017 al Reparto Biodiversità di Caserta, che sarà cementificato senza alcuna valutazione di impatto ambientale.

In una terra già provata da sversamenti illegali per mano di camorra e imprenditoria criminale (la Terra dei fuochi l’hanno prodotta italianissimi cittadini, non certo persone migranti), la distruzione di ettari di verde per un carcere non la accettiamo.

NO perché il lager-CPR non migliora la vita di chi questa terra la vive, ma punta a metterci gli uni contro gli altri.

**NO AL LAGER-CPR
Potere al Popolo Caserta è pertanto impegnato nella battaglia per impedire la costruzione di questo lager-CPR, ennesima offesa alla nostra terra ed ennesimo strumento contro la nostra gente.

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