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Egregio Presidente Fico,

Con questa nota il Comitato Acqua pubblica Napoli Nord e il Coordinamento acqua bene comune di Caserta e Provincia Le inoltrano richiesta formale di un confronto urgente, secondo le sue disponibilità, sul tema che ha dichiarato in più occasioni pubbliche Le sta profondamente a cuore da tempo: la gestione pubblica futura nei rispettivi distretti di Caserta e Napoli Nord del servizio idrico integrato. I cittadini dei distretti citati sono esposti ad un rischio concreto e letale, quello di trovarsi un servizio essenziale messo sul mercato, in mano a poderose Multiutility come Acea e Italgas, per un intervallo di trenta anni. Tutto ciò in palese violazione dell’esito referendario del 2011 e in contrasto con la direzione politica del la Regione verso la ripubblicizzazione del servizio idrico espressa con l’annulla mento della gara per la grande adduzione primaria.

Premesso che

Per il Distretto Napoli Nord

la scissione con la finanziaria 2022 della Regione dei distretti Napoli e Na poli Nord ha interrotto la costruzione di un sistema integrato metropolitano, bloccando l’espansione dell’azienda speciale ABC verso una dimensione metropolitana. In questo modo si è bloccata la possibilità di includere progressivamente anche quei comuni della provincia oggi vincolati a contratti con gestori privati o misti, come Gori, impedendo la costruzione di un’alternativa pubblica su scala più ampia;

a marzo 2024 il Consiglio di distretto deliberava in merito a una rideterminazione della forma di gestione pubblica 100%, di APNN scelta precedentemente ad agosto 2022, in una società mista a capitale privato per il 45%,con motivazioni sopraggiunte di nessun ordine tecnico se non la pressione che la Regione Campania aveva esercitato incombendo i poteri sostitutivi del Ministero dell’ambiente, un ricorso dell’Agcm al Tar (alla data della delibera senza udienza prefissata), approfondimenti di ordine economico non ben specificati;– sulle deliberazioni dei consigli comunali (come quello di Bacoli) finalizzate alle procedure di costituzione della società a capitale interamente pubblico individuata come gestore unico ad agosto 2022, la Corte dei Conti Sezione Regionale di controllo per la Campania, aveva già espresso parere negati vo, ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 175/2016 sostanzialmente per violazione dell’obbligo di motivazione analitica, violazione dell’art. 5, comma 2 in ordine alla necessità di dare atto della compatibilità dell’intervento finanziario previsto con le norme dei trattati europei, violazione dell’art. 5, comma 2 in ordine alla necessità per gli enti locali di sottoporre lo schema di atto deliberativo a forme di consultazione pubblica, secondo modalità da essi stessi disciplinate;– ad aprile 2026 la Corte dei Conti ha ancora una volta stoppato i provvedi menti dei singoli comuni (Mugnano) per l’adesione come soci alla APNN mista per vizi nel procedimento e mancanza di una reale consultazione pubblica;

Per il Distretto di Caserta

nel 2022 il Consiglio di distretto Caserta ha individuato il gestore del servizio idrico integrato per l’ambito distrettuale nella costituenda ITL S.p.A100 % pubblica, soggetto di trasformazione del CITL Consorzio idrico Terra di lavoro, avente come soci preesistenti 30 comuni su 104 totali;

contro la legittimità di tale trasformazione il sindaco del Comune socio di Portico ha sollevato importanti obiezioni essendo stata realizzata senza i passaggi per i consigli comunali degli Enti che facevano parte del Citl;

l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha mosso rilievi sulle deliberazioni relative all’affidamento in house all’ITL SpA in merito a diversi profili di criticità concorrenziale dei provvedimenti in esame e a febbraio 2024 ha impugnato dinanzi al Tar Campania le determine del consiglio d’ambito dell’EIC e le delibere del consiglio di distretto di Caserta;

ad aprile 2025 è stata dichiarata dall’ITL una situazione economico patrimoniale al 31 dicembre 2024 di squilibrio e si è ricorso allo strumento di composizione della crisi di impresa per consentire alla società il superamento della crisi in cui versa attualmente con una determina di richiesta di concordato preventivo al Tribunale di S. Maria Capua Vetere.

per ITL ad oggi non risulta neppure approvato il bilancio 2024 ma è emersa l’esistenza di un deficit di almeno 255 milioni di euro come emerge da un documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativo al TUSP;

il 27 agosto 2025 il comitato esecutivo dell’Ente idrico campano procede al la trasformazione della modalità di gestione interamente pubblica in quella di “società mista pubblico/privata” ed ha approvato un nuovo piano tariffario, prevedendo un aumento del 46% nei prossimi tre anni applicandolo anche ad anni pregressi (anni 2024 e 2025) “…in contrasto con il principio di irretroattività sancito dall’art. 11 disp. prel. c.c., finalizzato al recupero dei deficit di bilancio pregresso e posto a carico degli utenti a prescindere dalla fruizione del servizio.

Considerato che

le responsabilità di un fallimento acclarato di gestione e pianificazione, nonostante i formali piani d’ambito regionale e di distretto siano agli atti, sono equamente distribuite tra gli organi di governo regionale e locali competenti e risulta inevitabile una sostituzione guidata e illuminata dei vertici deglienti coinvolti;

nella delibera citata di aprile 2026 la Corte dei conti, a proposito del control lo pubblico “stringente” della parte pubblica della società mista da costituire che secondo i comitati è del tutto non attendibile per una spa mista, afferma che le previsioni statutarie rischiano “di limitare la capacità dei soci pubblici di esercitare un’influenza dominante sulla costituenda società, sia per l’attribuzione al socio privato della nomina dell’amministratore delegato e del direttore generale, sia per le modalità di esercizio del voto assembleare”,– dalla constatazione che tutte le problematiche indicate, così come tutte le vicende giudiziarie in essere, si accompagnano per l’utente cittadino ad una inefficienza del servizio e ad un aumento dei costi del servizio ingiustificato(come la diffida in atto verso Arera di Federconsumatori dimostra),

i Comitati Napoli Nord e Caserta chiedono un confronto per conoscere le moda lità con cui l’Ente Regione potrà garantire che:

– “l’acqua deve essere la priorità della nuova Strategia regionale di SviluppoSostenibile che guiderà la politica regionale sul tema”, dichiarazione pubblicata sui siti istituzionali;

sia messa in atto una reale inversione di rotta rispetto alle politiche regionali della precedente amministrazione che hanno consentito il gravissimo stato di violazione di norme vigenti in cui versa la gestione del SII nei rispettivi distretti e siano stoppati processi di privatizzazione che renderanno ancora più gravose le condizioni di uso del servizio per gli utenti; e– sia agibile la riunificazione del Distretto Napoli e Napoli Nord;– sia percorribile una uscita definitiva dalla procedura di concordato preventivo fallimentare di Itl Spa, come recentemente è accaduto ad altra societàdi servizio pubblico del comune di Napoli dopo nove anni (Anm Spa).

Certi di un suo tempestivo riscontro Le auguriamo buon lavoro.

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