Dichiarazione di Federico Serra, candidato presidente alle elezioni regionali per la lista “Emilia-Romagna per la Pace, l’Ambiente e il Lavoro”, sul grave atto dell’espulsione di un imam, residente a Bologna da oltre 30 anni, per le sue parole e opinioni.
“Apprendiamo la notizia del decreto di espulsione di un Imam che vive a Bologna da 30 anni, senza delle accuse precise, se non quelle di avere parlato a favore della Palestina e contro Israele e dunque pericoloso per la sicurezza dello Stato.
Gli si imputano parole discriminatorie, e la sua cittadinanza straniera ne consente l’ espulsione, quando non c’è giorno che qualche esponente del governo di cui fa parte Piantedosi non si esprima con parole discriminatorie, ma con responsabilità politiche molto più pesanti e implicando scelte che concretamente attaccano i diritti, la dignità e la vita stessa delle persone. Questo provvedimento emanato dal ministro Piantedosi ci interroga sul metodo e il merito della nostra democrazia.
Considerando che è in via di discussione il Ddl 1660 dove viene evocato il concetto di terrorismo della parola, è preoccupante già oggi l’arbitrarietà con cui lo stato decide chi è buono e chi è cattivo. Se le espulsioni vengono legittimate in base alla pericolosità per la sicurezza dello Stato, ci domandiamo se domani assisteremo ad espulsioni di chi inneggia a scioperi e picchetti, vietati dal nuovo Ddl 1660.
Il clima di guerra esterna porta con se la guerra interna, lo vediamo nella pratica quotidiana dove contestare i crimini dello stato di Israele sfocia subito nell’accusa di antisemitismo oppure mettere in atto la solidarietà politica con il popolo palestinese produce immediate accuse di terrorismo.
Ci aspetteremmo anche qualche dichiarazione da parte di Lepore e Clancy, che pochi mesi fa facevano gran vanto di avere appeso una bandiera palestinese a Palazzo D’Accursio, e oggi stanno zitti di fronte a un fatto tanto grave. Lepore ha ormai stretto un patto di ferro con Piantedosi per la gestione militare della città, ed è lo stesso che si arroga il diritto di censurare film non allineati, quindi ha la responsabilità politica di alimentare un clima sempre più preoccupante per la libertà di pensiero e parola.
La guerra riduce gli spazi di libertà e di critica semplificando e delegittimando immediatamente qualsiasi posizione fuor dalla politica filo Israele ad oggi dominante nello scenario, silenziando chi vuole un vero cessate il fuoco a salvaguardia dei popoli che subiscono un continuo massacro”.
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