Pochi giorni fa è circolato in Unibo un documento relativo ad un’istruttoria del CdA dell’Ateneo con una proposta di delibera volta a neutralizzare le già limitate potenzialità della delibera del 23/09/2025 in materia di rescissione di accordi con università, aziende ed enti israeliani.
La delibera approvata in autunno, durante le grandi mobilitazioni in solidarietà alla resistenza palestinese e alla Global Sumud Flotilla, prevedeva per lo meno il divieto di stipulare nuovi accordi di collaborazione con Israele, anche se poco o nulla scalfiva quelli già in corso.
Ma evidentemente quella delibera deve aver toccato qualche nervo scoperto e compromesso qualche rapporto di collaborazione giudicato intoccabile, se la governance si è attivata in fretta e furia per salvare il salvabile. Ma cosa prevede nello specifico la nuova proposta di delibera del CdA?
Il testo prevede una serie di limitazioni ai casi cui si applica la delibera del Senato dello scorso settembre. In particolare, si applicherà:
• alle collaborazioni con le sole persone giuridiche con sede in Israele e non alle collaborazioni con persone fisiche di nazionalità israeliana;
• ai casi che non comportano una violazione degli obblighi assunti dalla Repubblica italiana sul piano internazionale e sovranazionale;
• ai casi che non comportano per l’Ateneo un rischio finanziario o di contenzioso, o una perdita di opportunità scientifica;
• per le collaborazioni attivate dopo il 23/09/2025 o che a quella data erano ad uno stato avanzato di negoziazione.
E’ gravissimo che la governance di Unibo continui a farsi promotrice della linea del governo Meloni, che blinda le università per assicurarle alle necessità del comparto bellico e del sionismo.
A riconferma di ciò pochi giorni fa abbiamo visto l’ennesimo intervento della Bernini che ha parlato delle università come “vettori di pace” mentre continua a legarle all’industria bellica e allo stato genocida e terrorista di Israele. Ma è altrettanto grave che le governance universitarie perpetuino le complicitá con l’entità sionista sulle spalle del popolo palestinese, quando la comunitá accademica e gli studenti hanno già dimostrato la volontà di non avere rapporti con uno stato genocida e terrorista.
Come per mesi ci siamo mobilitati nell’università contro le complicità con Israele ottenendo numerose vittorie, fin quando il Rettore Molari non ha deciso di blindare gli organi collegiali, il 21 ci esprimeremo contro questa proposta di delibera del CdA, che invade le decisioni assunte in Senato, e continueremo a mobilitarci contro chi vuole assicurare l’asservimento dell’università al sionismo e alla guerra.
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