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Sul Pilastro basta strumentalizzazioni! Anche dell’Anpi…

In questi giorni sulla vicenda del Pilastro si è creata un’ulteriore polemica, che ha coinvolto anche ANPI e ANED. Tutto nasce da un post scritto da un privato cittadino in cui si paragonava il cantiere a un carcere, poi condiviso da una pagina social non affiliata al comitato MuBasta che aggiungeva un paragone del tutto improprio con Auschwitz.

È evidente che lo stesso autore se ne è poi reso conto: il testo della condivisione è stato modificato nel giro di poche ore, rimuovendo quel paragone. Questo dovrebbe chiudere rapidamente una polemica che rischia invece di essere strumentalizzata.

Proprio questa strumentalizzazione apre però una questione più ampia e politica. Questa attenzione su un paragone individuale e improprio serve a coprire un fatto ben più grave: l’uso del termine “squadristi” da parte dell’assessore Ara nei confronti dei cittadini che lo hanno contestato durante la Commissione aperta.

Un paragone profondamente fuori luogo, tanto più quando viene da uno degli uomini più in vista della Giunta di Bologna: gli squadristi ammazzavano sistematicamente gli oppositori, qualcosa di totalmente diverso dal contestare un assessore. 

Da giorni il Partito Democratico e la maggioranza cittadina tentano di dipingere chi si oppone al progetto come violento o indegno di partecipare al dibattito pubblico. Una narrazione vittimistica e aggressiva che non corrisponde alla realtà, che legittima pratiche repressive e tace anche quando lo scontro politico assume i toni delle offese razziste.

Allo stesso tempo si sposta la discussione su episodi marginali, come un post sui social già corretto, evitando il merito: l’impatto del progetto sul quartiere, la mancanza di reale partecipazione e la frattura che si sta producendo al Pilastro.

Non accettiamo questa dinamica. Il dissenso non è violenza e non può essere mai trattato come tale. Non è accettabile delegittimare una mobilitazione che nasce da bisogni reali.

Per ridare serenità serve un gesto chiaro: sospendere i lavori e riaprire un confronto vero sul MuBa e sul futuro del quartiere.

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