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Bologna. “Sanzionata” dagli studenti la Domus Ind 33

Oggi studenti e studentesse hanno sanzionato la residenza Domus Ind 33 per denunciare un modello di edilizia universitaria che continua a favorire privati e investitori, mentre gli studenti si trovano ancora a fare i conti con affitti sempre più alti e pochi posti realmente accessibili.

Nello specifico, la residenza Domus Ind 33, realizzata con una parte di fondi del PNRR che ha solo 37 posti su 121 a tariffa agevolata, mentre gli altri variano dai 538 ai 799 euro per una singola, prezzi che sicuramente non facilitano in alcun modo gli studenti fuorisede. 

E mentre vengono inaugurati nuovi studentati dai prezzi inaccessibili, ER.GO, l’ente regionale per il diritto allo studio, sembra essere sparito. Tantissimi studenti non hanno ancora ricevuto l’allocazione in studentato, oltre al fatto che le graduatorie definitive devono ancora uscire e le lezioni sono già iniziate da una settimana, quindi molti studenti si trovano senza un vero luogo dove vivere.

A rendere la situazione ancora più critica è il fatto che l’assegnazione del posto potrebbe essere comunicata anche molto tempo dopo la pubblicazione della graduatoria definitiva, persino nel corso di ottobre e con pochissimo preavviso. 

Nel frattempo, la ministra Bernini continua a rivendicare il superamento degli obiettivi fissati dal piano housing universitario con la missione 4 del PNRR: annunciando la creazione di 63200 posti letto, che secondo la ministra apriranno la possibilità a migliaia di studenti fuorisede di studiare.

Ma la verità è che la ministra Bernini ha solamente aperto la porta alla speculazione di privati, palazzinari e investitori sulla pelle degli studenti: a livello nazionale solo il 30% dei posti letto è riservato a tariffa sociale.

A Bologna ne abbiamo già avuto un altro esempio con l’ex Tre Stelle, la cui società committente è la stessa che gestisce il fondo immobiliare di SpinTime. 

L’ex Tre Stelle è una residenza universitaria da 546 posti, con prezzi compresi tra 824 e 1.099 euro al mese, mentre solamente 24 posti, il 5%, saranno in convenzione alla cifra, comunque tutt’altro che accessibile, di 400 euro al mese.

Tra l’altro, i gruppi privati che accedono a questi finanziamenti sono tenuti a garantire la destinazione degli immobili a studentato solamente per i primi 12 anni, dopodichè i posti letto possono essere destinati ad altri usi, tra cui verosimilmente il turismo.

La regione, il comune e il governo stanno quindi garantendo solamente il diritto alla speculazione, e misure palliative come il milione stanziato dal comune a sostegno della popolazione studentesca sono insufficienti rispetto alle reali necessità del diritto allo studio, su cui peraltro gli studenti non hanno alcun potere decisionale.

Infatti, un milione non è abbastanza rispetto al fabbisogno necessario per coprire la totalità delle borse di studio, che quest’anno vede un buco di fondi del PNRR e del Fondo Sociale Europeo, che probabilmente verrà ridimensionato per investire in guerra e riarmo.

Tantissimi studenti idonei alla borsa di studio sono anche quelli che vivono negli studentati ER.GO e senza l’erogazione di quest’ultime si ritroverebbero a pagare la rata senza alcun supporto, o anche a dover proprio lasciare il percorso universitario.

Per questo sanzioniamo lo studentato Domus Ind 33 e continueremo ad essere in prima linea per riprenderci il diritto allo studio, gli studentati, le borse e il nostro futuro!

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