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Roma. Via del Caravaggio paradigma dell’emergenza abitativa. Fermare lo sgombero

Per venerdi mattina, è stato annunciato un “muro popolare” per fermare lo sgombero dell’occupazione abitativa in via del Caravaggio a Tormarancio.

L’ultimatum di venerdi 11 giugno annunciato dal Prefetto durante una riunione tenutasi la scorsa settimana, può essere considerato come un paradigma della gestione dell’emergenza abitativa a Roma. Il primo segnale era stato lanciato, piuttosto contraddittoriamente, quattro settimane fa quando all’occupazione di via Valfiorita (Torrevecchia) si erano presentati una ventina di blindati della polizia, gli agenti erano entrati nell’occupazione motivando che si doveva effettuare un “censimento”. In molti hanno avuto l’impressione che in realtà si era partiti per sgomberare ma poi fosse arrivato un contrordine.

Le famiglie senza casa che ormai da anni occupano palazzi lasciati abbandonati da palazzinari, enti, speculatori vari, non intendono essere giocate come una pedina nei rapporti e nei conflitti tra le varie istituzioni (Regione, Comune, Prefettura), ma da tempo pongono la soluzione dell’emergenza abitativa a Roma come fattore centrale nelle priorità sociali della città.

Lunedi pomeriggio, sulla strada davanti l’occupazione di viale del Caravaggio si è tenuta una affollatissima e partecipata assemblea cittadina, che ha certificato la chiamata della città intera come parte contraente nella trattativa per il futuro delle 105 famiglie che attualmente vivono nello stabile di proprietà degli Armellini e che il Prefetto scalpita per liberare dall’11 giugno in poi.

I movimenti per il diritto all’abitare ritengono che la via d’uscita da viale del Caravaggio segnerà il passo per tutti gli spazi e le abitazioni sotto attacco in questa città, nonché rispetto alla gestione di una questione primaria come quella della casa, che con la prossima fine del già parziale blocco degli sfratti per morosità diventerà ancora più drammatica.

E proprio per rimettere la questione abitativa al centro dell’agenda politica (cosa che ad esempio il Pnrr del governo non ha fatto), i movimenti per il diritto all’abitare e Asia-Usb hanno convocato una manifestazione nazionale per la casa a Roma il prossimo 26 giugno, una manifestazione che intende arrivare proprio al Ministero delle Infrastrutture.

Da qui l’appello alla città solidale per sostenere l’occupazione del Caravaggio a partire dalle ore in cui scade l’ultimatum del Prefetto, facendo propria la determinazione e unità delle persone che vi abitano: senza una soluzione degna per tutti e il passaggio da casa a casa non si esce!

 

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