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Roma. Il “condono” di Gualtieri sui Piani di Zona non rende giustizia agli inquilini

La proposta di Gualtieri di liberalizzazione dei Piani di Zona è l’ennesima toppa salva-notai di una classe politica che da tempo ha abdicato alle sue responsabilità nei confronti degli abitanti“, si legge su una nota diramata da Potere al Popolo Roma.

Dalle pagine di Roma Today, Gualtieri ha lanciato una proposta che si occupa dell’annosa questione dei Piano di Zona, di cui tante volte questo guornale si è occupato.

Invece di tutelare l’interesse pubblico questi annunci che strizzano l’occhio ai tantissimi truffati ‘dormienti’ dei piani di zona non sono che un tentativo maldestro di tutelare costruttori, banche, notai e amministratori complici“, commenta a caldo Piani di Zona 24, sito d’informazione specializzato sulla questione.

L’affrancamento dal prezzo massimo di cessione stravolge l’impianto e le finalità dell’Edilizia Residenziale Pubblica e “condona” di fatto chi negli anni ha mancato di vigilare, da un punto di vista sia tecnico che politico, sulla gestione dei pdz“, continua Potere al Popolo, che candida a Roma Elisabetta Canitano. “In sintesi, alle società e alle cooperative che hanno truffato si applicano le sanzioni previste dalla legge e per chi è stato truffato si propone una via d’uscita che tuttavia elude ogni speranza di giustizia sul torto subito“.

Anziché porre un freno all’emergenza abitativa, la mancata vigilanza di Comune, Regione e apparato amministrativo ha trasformato i pdz in una chiara speculazione immobiliare, dove a pagarne le conseguenze, letteralmente, sono stati gli abitanti di Roma, come per esempio sosteniamo da mesi nel caso di Marco a Monte Stallonara“.

Potere al Popolo invece si impegna a garantire che chi ha permesso la speculazione sull’edilizia pubblica venga sanzionato e paghi i dovuti risarcimenti, notai in primis“.

Ritiene prioritario il blocco dei pignoramenti e degli sfratti illegittimi, il completamento dei lavori delle opere di urbanizzazione, facendone pagare i costi ai costruttori che hanno incassato e spartito gli oneri versati dagli inquilini, e l’applicazione del calcolo corretto del prezzo massimo di cessione, vero ostacolo al ripristino dell’interesse pubblico – ossia dell’inquilinato in emergenza abitativa destinatario di questo importante intervento – nell’imbroglio dei Piani di Zona“.

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